mercoledì 23 aprile 2014

Un déjà vu di Crop Top anni 90

Quando io ho iniziato a potermi scegliere qualche vestito da sola ero alle medie, nel pieno degli anni 90. Ve li ricordate gli anni 90? Salopette, magliette larghe infilate dentro pantaloni a vita alta, maglioni informi, il giubbotto con elastico in fondo, i fuseaux con la staffa... Vi ricorda qualcosa?



Il mio fisico, già periforme, era mortificato da questo modo di vestire, ma nei negozi non si trovava nient'altro, sembravo grassa, a me e alle mie amiche. Avevo una compagna di classe, una di quelle con sempre la battuta pronta e un po' tagliente, ma sotto sotto una ragazza molto dolce, anche se non con me ai tempi, lei aveva il fisico ossuto e longilineo, che assolutamente si abbinava a quegli abiti. Aveva anche però occhio per quello che ti stava bene, e non si faceva condizionare dalla moda.



Ricordo che un giorno, grazie a lei, scoprii la presenza del mio punto vita. Eravamo da Pimkie, l'unico negozio che nella nostra Genova non è mai fallito nè ha cambiato location, e tutte si stavano provando i top con ombelico scoperto, che allora non si chiamavano ancora crop top. Io vinsi la mia timidezza, e soprattutto il fatto che mia madre sarebbe stata contraria, e ne provai uno blu elettrico, messe maniche, che non mi copriva nemmeno tutte le costole. 



Mi ricordo ancora gli sguardi di stupore di tutte e la voce di questa mia compagna: "Devi assolutamente prenderlo, ti sta benissimo!" Non ebbi il coraggio e ne comprai uno un po più lungo che arrivava almeno al punto vita, ma sempre aderente.


Per gli anni successivi però, mentre le magliette si accorciavano fino al punto vita seppi che aderente e corto erano ciò che mi donava e che avrei potuto mettere in mostra senza remore la mia vita stretta.


Non lasciatevi spaventare dai vestiti, va di moda un modello che su di voi non avete mai visto? Provatelo, magari vi riserverà delle sorprese e se invece non vi cadrà bene dovrete solo toglierlo e provare il successivo, senza rimpianti però!

martedì 22 aprile 2014

Come abbinare il celeste

Negli ultimi quattro anni la moda si è divertita a tirare fuori una tonalità improbabile e dipingerne tutte le vetrine. Improbabile non tanto per il colore in sè, ma per il fatto che era un colore che da decenni era rimasto nelle scatole di pennarelli per bambini e nulla più. Forse sarà colpa di Pantone, ma quando scelgono una tonalità è quella, ben precisa, si fa presto infatti a dire che va di moda il giallo infatti, ma quale giallo? Acceso? Lime? Canarino? Tenue?



Prima è toccato al verde acqua, o verde menta come lo chiamavano, poi è toccato al Borgogna (e non chiamatelo Bordeaux come faccio io o sarete bannate dal fashion web), ora va di moda il celeste.
Non azzurro, celeste. Già, perché io credevo di poter tirare fuori dall'armadio tutte le magliette azzurre di quando avevo 15 anni, io e la mia amica L. ci eravamo fissiate con quel colore, e tanto il seno non mi è mica più cresciuto da allora. 



Invece no, il colore di quest'anno è celeste. Tenue, freddo, è utilizzato per capi improbabili, mica per le magliettine mezze maniche. Ci sarà la giacca di pelle celeste (che Sonia porta così bene da farmi quasi considerare l'acquisto), la gonna a matita in neoprene celeste, il cappotto in panno celeste.

Sonia di Trend and The City

Sonia di Trend and The City

Sembra un colore facile, e sicuramente lo è più del viola che ci ha governato per lunghi anni, ma anche lui presenta delle insidie. È un colore freddo e tenue, quindi se volete andare sul sicuro abbinatelo a colori di queste due famiglie. Inutile dirvi che con bianco puro e grigio chiaro sta davvero molto bene, ma anche il rosa freddo e il giallo gli donano. Il nero farebbe troppo contrasto, il blu è molto meglio anche se ancora troppo scuro.



Se siete non proprio principianti potete provare a accostarlo anche a toni più caldi, panna, rosati e pescati e anche beige.


Lasciate perdere tutte le famiglie del verde, e quelle del viola, mentre il rosso, specie se a piccole dosi potrebbe non essere da scartare. Un colore con cui il celeste sta molto bene è il marrone, ma da un lato fa un po' poco primavera, e dall'altro vi sfido a trovare molti capi marroni dato che non va di moda da anni. Se scegliete di abbinarci capi in pelle lasciate perdere il cuoio che tende al giallo, meglio quelli più nude o più rosati, o addirittura marroni scuri.



Per i gioielli, andrete più sul sicuro su argento e pro bianco, dato che l'oro giallo è più caldo, oppure buttatevi su bigiotteria colorata e luccicosa, che richiami anche un po il celeste.


La difficoltà di abbinamento è data anche da un fattore fondamentale che getterà nello sconforto le sue affezionate: non è facile abbinarlo ai jeans, perché è lo stesso colore, o comunque troppo simile. E per quanto ogni tanto dicano che va di moda, il look tutto jeans dalla testa ai piedi dona solo al meccanico da calendario.


giovedì 17 aprile 2014

Maglioni con la zip

Le cerniere sono una fantastica invenzione, prima tutti i capi si chiudevano con tanto bottoncini o laccetti, ci pensate? Adesso quanto tornate senza fatica sfilate semplicemente tirando una zip la giacca, i jeans, la gonna, il vestito, la felpa, il maglion... Eh no, il maglione no!
Speravo che fossero rimasti negli anni 2000, o in quel periodo della vita in cui l'abbigliamento deve essere il più sportivo possibile, invece mi capita ancora di vederli indosso a ignare signore, che non sanno che un capo analogo, ma abbottonato come un cardigan, farebbe apparire il loro look 100 volte meno sciatto.


Per prima cosa ci sono due tipi di maglioni con la zip, il primo tipo, meno terribile, è quasi riservato agli uomini. Sono quei maglioni con il collo alto aperto da una zip, passabili in un uomo, un po' meno in una donna, perché spesso non sono affiancati e hanno un restringimento infondo che vi fa apparire un po' troppo tondeggianti.


Il secondo tipo invece, è il maglione che con una cerniera si apre completamente, da cima a fondo. Poco importa come è fatto lo scollo e come il fondo, anche se più entrambi sono stretti più l'effetto sacchetto avanza, ma è proprio questa zip rigida, affiancata al tessuto morbido di lana o cotone, che sembra godere di vita propria. Si inarcherà sul seno, e sporgerà in avanti, anche se siete poco prosperose, e poi spunterà di nuovo in fuori in basso dalla vita, specie quando siete sedute, creando una pancia che assomiglia più ad un alien. 



Di solito è una zip in acciaio, ben visibile, e gli stessi dentini che decorano fantasticamente una giacca di pelle, a contatto con la lana sono spaesati e più aggressivi, quasi stessero per mangiarsi ogni filo che si avvicina. Il peggio che può succedere poi è che la zip di incastri, tiri qualche filo e il maglione diventa irreparabilmente da buttare... Ho scritto il peggio? Ho sbagliato, questa è la cosa migliore che vi può capitare.


C'è solo un capo peggio del maglione con la zip, la camicia con la zip, non fatemi andare oltre vi prego.


mercoledì 16 aprile 2014

We are responsible

Da un po' di giorni sto guadando il nuovo programma di make over su Italia 1, la più brutta copia possibile di Plain Jane. Lo sto guardando per farmi un'idea, perché per scriverne un post voglio aver visto più di un episodio, perché sparare su Belen che parla di eleganza è facile, ma non voglio farlo gratuitamente.


Mentre guardavo tale programma, ho iniziato a pensare cosa è per me Belen, cosa rappresenta, e come me la figuro. Mi è venuta in mente la pubblicità della Tim dove faceva la professoressa di latino e Cristian De Sica ci provava con lei, e lei sorrideva compiaciuta non oltraggiata.


Quella ovviamente non è Belen, è lei che interpreta un personaggio in una pubblicità, una pubblicità che può solo aver scritto un uomo la cui fantasia è provarci con la prof del figlio, o che già l'ha fatto. Un uomo che guarda solo film porno e non ha mai avuto una conversazione con una donna che andasse oltre al "ehi, ci stai?" (E mi spiace dover citare una frase di Robert Downey Jr per questo). Non è una sua responsabilità se io la identifico con quel personaggio... o si?

Nel 1913 una famosa suffragetta, Emily Davison, si lanciò sotto il cavallo del Re a Derby e morì.
Fu una martire accidentale?
Vera Rubin pioniera nello studio della rotazione delle galassie e
Stephanie Lwolek ricercatrice che inventò il Kevlar

Lei ha accettato conscia del ruolo che doveva interpretare, ha accettato perché è lavoro, anche se non penso che fossero soldi che le hanno consentito di arrivare a fine mese. Ma ha accettato. Ha accettato una cosa non illegale ma umiliante, per se e per tutto il genere femminile. E come lei hanno accettato tutte le veline seminude, le ragazze nella scatola, le Brave Giovanne in cima alla scala, tutte coloro che vanno in tv a interpretare ruoli che ci fanno tornare indietro di 50 anni, ruoli che imprimano nella nostra mente il concetto che la donna è un giocattolino compiacente.


È anche una loro responsabilità il fatto che l'immagine della donna in tv è quella che è. Ci sono uomini che non accetterebbero di essere il testimonial di una pubblicità di lassativi, o di eiaculazione precoce, ma molte donne non si fanno problemi a interpretare scenette da preludio di un film a luci rosse. Perché?

Woman's Army Corps

Prime donne piloti

Ma quello che più mi spaventa è che siamo sempre giudicate in tv, mi piacerebbe prendere un campione di uomini comuni, portarli in un programma tv e sottoporli davvero al giudizio di qualche Personal stylist, io credo che al terzo: "Ma vai in giro così? Non si può vedere!" Uno di loro inizierebbe a prenderlo a cazzotti. In questo gli uomini sono assolutamente meglio di noi. Si difendono, perché noi non lo facciamo?

Women's Air Service Pilot

Lorella Zanardo ci esorta ormai da tanto a riprenderci il corpo delle donne dalla tv, ma io vorrei che ci riprendessimo anche la nostra mente, perché non possiamo essere rappresentate solo come scemette e lascive. Non è una battaglia facile, ma è una battaglia che va combattuta prendendoci le nostre responsabilità, anche di noi che queste pubblicità le subiamo.




martedì 15 aprile 2014

Come vestirsi in primavera

La primavera è arrivata, non so come sia nelle vostre città ma qui a Genova c'è quell'aria frizzantina la mattina, che a mezzogiorno vi fa desiderare di essere uscite in mezze maniche.

media cache

my revelment

Il problema dell'abbigliamento in questo periodo è molto più sentito, e le ragioni sono più di una:
  • L'escursione termica è appunto notevole e stando fuori tutto il giorno è necessario coprirla tutta.
  • Abituate fino ieri al maglione collo alto e gli stivali, non sappiamo più nemmeno come si fanno gli abbinamenti da mezza stagione.
  • Essere sovra-coperte stona di più che in autunno, anche se avete il raffreddore ci sono certi capi e soprattutto certi colori che vi fanno apparire fuori stagione.
wild flwr child

Dato che abbiamo già affrontato il tema ballerine killer, quali sono gli altri capi che più ci aiutano in questo periodo? I pantaloni, i gambaletti color carne, quei maglioni misto cotone, misto angora, misto misto, che vi scaldano appena appena, giacche leggere e trench, pashmina sottili e molto morbide. Ma sopra ogni altra cosa due colori ci salvano: il beige e il blu. Un outfit ancora invernale infatti, se nei toni del blu invece che del nero, risulterà molto più leggero e abbinato alla temperatura esterna, il beige invece permette di smorzare i toni più cupi anche dei capi più pesanti.
Ma come adattare questi pochi capi ad ogni forma del corpo?

Se la vostra forma è, come la mia, quella della Pera, cercherete un paio di jeans leggermente svasati, e vi concentrerete su un capo aderente e colorato per ampliare il busto, anche la sciarpa e la giacca aiuteranno a ridistribuire le proporzioni e farvi rimpiangere un po' meno di lasciare per poco tempo la gonna. La parte più difficile per la Triangolo Invertito sarà trovare una giacca scura non doppiopetto, ma già è contenta di abbandonare le giacche trapuntate che la facevano apparire più goffa in inverno. Pantaloni chiari ed aderenti sono quanto di meglio per evidenziare le gambe snelle.


La donna a Rettangolo invece deve riuscire a rendere più morbida la sua figura abbandonando gli spessi maglioni in lana, meglio puntare su un capo in cotone spesso, o con angora che addolcisce. Aggiungere colore anche solo negli accessori è fondamentale per spezzare la figura. 
Per la donna a Clessidra la difficoltà sarà trovare una giacca e un maglione avvitati e un po' scollati, se la sua forma è molto morbida si sentirà più a suo agio con un pantalone scuro, altrimenti può schiarire anche questo capo.


Un cardigan lungo aperto è ciò che ci vuole per minimizzare il torace della donna a mela, e un paio di pantaloni colorati, magari del colore che va di moda questa primavera rendono il look un po' meno da signora. Dato che il solito trench rischia di appesantire un po' la figura con il doppiopetto, meglio cercare un parka, onnipresente nei negozi da un anno, che arrivi appena sotto il lato b. Ricordarsi di tenere la sciarpa lunga sopra il parca per evitare che il torace appaia un tutt'uno.


giovedì 10 aprile 2014

Scuola Moda Vezza: la mia gonna a Ruota

Ogni tanto credo che la vita ti porti dove decide lei, mi ha portato a questo blog, senza che io avessi uno scopo preciso, ma se c'è una cosa che non credevo avrei mai fatto è creare un capo con le mie mani.

Quando mi è stata offerta la possibilità di imparare alla Scuola Moda Vezza però non ho esitato e ho deciso che il primo capo che avrei realizzato sarebbe stata una gonna, a ruota ovviamente.


Eccovi qui il diario fotografico delle mie lezioni:

Creare il cartamodello di una gonna a ruota è semplice, basta la misura del punto vita, quello che è un po' più delicato e laborioso è il cinturino. Sara ha creato il modello sotto i miei occhi, e io lo conservo per poter cucire altre gonne con lo stesso modello e diverso tessuto o fantasia.


I passaggi sono stati tanti ed è quasi impossibile descriverli tutti, anche perché, soprattutto per quanto riguarda il cinturino, sono sicura di essermene dimenticata qualcuno e alla prossima gonna dovrò chiedere ripetizioni. Provo ad appuntarvi i fondamentali:


  • Appuntare il tessuto al cartamodello, per niente facile come sembra.
  • Tagliare il tessuto, con la forbice usata solo per il tessuto e facendo sforbiciate lunghe per fare meno micro tagli
  • Imbastire con punti molli le due metà della gonna. Serviranno come segno per l'imbastitura vera.
  • Posizionare la cerniera ed imbastirla, la mia è stata posizionata sul lato, abbastanza corta per infilarla dalla testa. Per infilarla da sotto avrei dovuto farla lunga come metà gonna, e avrebbe stonato. Gioie e dolori di essere una pera.
  • Cucire le due metà della gonna insieme, ho scoperto di essere abbastanza precisa con la macchina da cucire, ma con il punto zig zag (per evitare che si sfilaccino i bordi), sono un disastro.



A quel punto la gonna in se era anche quasi fatta, orlo a parte, ma il cinturino ha richiesto tutte le mie capacità da principiante.
Abbiamo deciso di utilizzare il canetè per rendere il cinturino rigido. La difficoltà è stata quindi imbastire il canetè con il tessuto, senza che facessero grinze data la diversa elasticità. Una volta fissato alla gonna però e imbastito per bene, cucirlo è stato anche abbastanza semplice, ma poi sono dovuta passare all'orlo.
Perché una gonna a ruota è davvero una ruota, con un raggio molto ampio dato che ho deciso di farla arrivare appena al ginocchio, così mi sono messa con molta pazienza a guardare per la prima volta My fair lady e imbastire il mio orlo, ripiegando in tre ogni pezzettino di quel tessuto scivoloso.



Alla fine, restava solo l'asola, ma la macchina da cucire tecnologia che hanno alla Scuola Moda Vezza ha il piedino apposta per farla. Così basta prendere la misura del bottone e lasciare che si crei da sola, il difficile poi è aprire l'asola senza bucarsi una mano con l'apriasola o tagliare tutto il tessuto.




Ecco, la mia gonna è finita, e vi prometto che la vedrete anche indosso a me, dato che l'assistente della scuola si è anche offerta di farmi da fotografa. Ma ho ancora da completare il mio abito anni 50 fucsia che era stato imbastito nella lezione dimostrativa, quindi sono ansiosa di migliorare, e soprattutto di andare a caccia di stoffe per riempire l'armadio di gonne per la mia estate. Potrete seguire i miei progressi e quelli delle altre allieve anche sugli account di instagram e facebook della Scuola Moda Vezza.


scuola moda vezza su instagram

scuola moda vezza su instagram