martedì 19 agosto 2014

Home Decor

Quest'anno le mie vacanze saranno così, con un rullo in mano e una maglietta oversize. La casa infatti è mia sul serio da appena due settimane e già siamo in fermento.


Ogni volta che ci vado mi piace sempre di più, ma ogni volta, troviamo cose in più da fare o che vorremmo fare. Ero indecisa se condividere con voi tutti i nostri progetti, ma è troppo divertente per non farlo.

Per prima cosa siamo stati fortunati, acquistando una casa che non ha bisogno di lavori ingenti di ristrutturazioni, ci teniamo i bagni così come sono e anche la cucina, non spostiamo muri e non interveniamo sull'impianto elettrico salvo piccole modifiche per creare prese sufficienti per i suoi numerosi computer.

Nonostante questo la casa era stata decorata ed arredata con un gusto diciamo... particolare, che ci obbligano a fare una serie di modifiche. Descrivervela è un po' complicato, quindi oltre ad alcune foto, cercherò di procedere con ordine.


Per prima cosa, nonostante i pavimenti della sala siano di marmo a tagli casuali, nero con qualche striature bianche e verdi, e nelle camere parquet di un bel colore caldo, le pareti sono in parte bianche e con qualche muro celeste (?!). Il battiscopa che aveva il difficile compito di armonizzare parquet e parete azzurra, era stato scelto nero, in tutta la casa. Sui molti spigoli, che le murature presentano, erano stati inseriti paraspigoli bianchi per tutta la loro lunghezza. Dato che il celeste non sembrava abbastanza sono stati inserite decorazioni con festoni a nastro di tappezzeria alternativamente con fiocchi panna o con fiorellini rossi...

Ma la cosa che più colpisce è la tappezzeria scelta per l'ingresso (anche lui con pavimento sempre in marmo nero, e battiscopa nero) che è stato interamente rivestito di fiori grossi che vanno dai toni del blu, del celeste, del verde e del crema, con relativo festone aggiuntivo blu più scuro, con altri fiori.


Per fortuna i bagni sono di colore neutro, con una bella mattonella grigio scura per quello grande e due grigio chiarissimo per quello piccolo. La cucina però non si è salvata da questi abbinamenti di colori, come dire, particolari, avendo un pavimento in marmo a piastrellone in graniglia beige con qualche tono di crema e grigio chiaro, e alle pareti fino a de metri e mezzo, le stesse piastrelle grigio scuro del bagno. 


In tutto questo, si può pensare che per passare da una stanza all'altra siano state scelte porte di un colore neutro e di un modello fine ed elegante. Invece no, le porte sono moderne, lucide, con anta bianco sporco e maniglia e braghettone neri... ... Devo ammettere che la prima volta che ho visto la casa ho guardato il mio fidanzato e ho detto: "Queste le cambiamo o le ridipingiamo vero?" 


In vena di economie abbiamo deciso di tenere i mobili della cucina della precedente proprietaria, cucina che, con pavimento come vi ho già descritto pavimento beige e piastrelle grigio scuro, ha tutti i pensili beige, e le ante come un quaderno a quadretti vintage, con righine rosse e blu...


Questo è quindi lo stato della casa, piano piano stiamo cercando di cambiare un po' di cose, i paraspigoli per esempio sono già saltati, e sono ammonticchiati in un angolo della casa (sono 12!!) e dobbiamo fare la family card di Leroy Merlin, presto vi terrò aggiornate con gli sviluppi.


Tra voi c'è qualche esperta di ristrutturazioni e bricolage? Avete qualche blog da consigliarmi per prendere ispirazioni?

mercoledì 13 agosto 2014

Youtube: Valorizzare la Donna a Rettangolo

Dite la verità c'è ancora un piccolo angolo della vostra testa che vi dice che se dimagrirete tutti i capi vi staranno bene? È naturale, per quanto con la ragione abbiamo iniziato a credere che alcuni capi ci donano ed altri no, a causa della nostra forma del corpo, e ossatura, anni di terrorismo psicologico mediatico non possono essere cancellati. 


Per questo è importante che oggi, anche le donne che non sono a Rettangolo, osservino come a questa forma del corpo, tanto invidiata, alcuni abiti donino ed altri no.


Ci sono tanti modi infatti per rendere femminile questa figura senza ricalcarla come se fosse un cartone animato, e nel video ho scelto apposta donna magre e soprattutto con poco seno in modo che possiate osservare con che differenza cadono i capi.


Se non avete l'opportunità ancora di guardare il video vi anticipo già che gli abiti da scartare sono sia quelli oversize, molto ampi, sia quelli anni 50 con gonna molto svasata, i favoriti della pera insomma. Su di lei non rendono allo stesso modo perché l'assenza di forme viene enfatizzata.

Nel prossimo video tratteremo la Donna a Triangolo invertito e poi passeremo ad analizzare ogni capo per ogni forma del corpo.



lunedì 11 agosto 2014

Un'estate a Genova

Quest'anno Moda per Principianti non va in vacanza, un po' perché io con l'acquisto della casa non posso permettermi viaggi a parte forse qualche giorno al mare dai miei, un po' perché vorrei utilizzare questo tempo di ferie per continuare a fare video, dato che c'è molta bella luce e ho molte mattine a disposizione, se non sarò a lavorare nella casa nuova.

@annavenere3

@annavenere3

@annavenere3

Pubblicherò però a ritmo un po' più ridotto, articoli che riguarderanno solo i video in pubblicazione e i miei lavori nella casa nuova. Da settembre ricominceremo ad affrontare gli abbinamenti e, spero, a divertirci col sito nuovo.

@annavenere3

@annavenere3

@annavenere3

Voi andate da qualche parte? Ma soprattutto se restate in città come riuscite a rilassarvi e staccare lo stesso un po' la spinta?

@annavenere3


giovedì 7 agosto 2014

Un'estate un po' fredda

Io odio il freddo, sono freddolosa, amo il caldo ed è raro che lo patisca, se non fosse per l'umidità che qui a Genova è potente preferirei che fosse estate tutto l'anno. Quest'anno qui l'estate non è ancora arrivata, o forse lo sta facendo giusto oggi, non so bene come va dalle vostre parti, ma se mi servono felpa e giacca a vento la sera, e indosso ancora senza problemi le scarpe chiuse, non è estate per me.
Questo imprevisto climatico pensavo mi avrebbe turbato moltissimo. Il mio più grande dispiacere (tra quelli frivoli ovviamente) è non avere abbastanza occasioni per indossare i miei capi estivi, e temevo che così sarebbe andata.
Invece, come sempre, questa nuova sfida della mezza stagione prolungata mi ha portato a sperimentare di più e approfondire un po' il mio stile.

pin

Per prima cosa mi sono dotata di giacchette di vario tipo, reparto nel quale ero un po carente. Anche il lato maglioni di cotone non brillava, infatti, ne avevo molto modello classico che non era possibile indossare con le gonne. Gli acquisti nello specifico sono stati:

  • Una bellissima giacchetta con peplo/balza/baschina, in felpa, molto aderente che tiene anche un discreto calduccio, di Zara
@annavenere3

  • Una giacca simil chanel rosa, leggermente avvitata e che si chiude davvero, erano anni che la volevo ma le trovavo tutte senza chiusura o piene di catene, non del mio stile
Ne vedete solo un pezzettino purtroppo, ma spero di rimediare presto. @annavenere3

  • Un crop-maglione di viscosa, ma molto morbido e caldo di un bel beije cammello, scovato da Pimkie, nel quale non entravo dai 15 anni, ma Claudia mi ha convinto a ritentare con ragione.
@annavenere3

  • Una felpa rosa con scollo a barchetta, della Meltin' Pot, con i fiocchi sulla schiena.
Non ho una foto intera nellemo della felpa, rimedierò @annavenere3

  • Una maglietta in lino, sempre da Pimkie, color rosa pesca, e maniche a tre quarti.
@annavenere3

  • Una pashmina con i gufi, che in borsa è miscosopica ma al collo difende dal vento quando sono in motorino.
Oltre a questo ho sperimentato un po di look con i pantaloni, complici un paio di jeans che non mettevo da anni, e un paio di pantaloni blu a sigaretta di Massimo Dutti nei quali stanno, sia il mio polpaccio, che il mio sedere (grazie massimo che pensi alle pere). Mi sono innamorata delle maglie morbide in lino di cui vi ho già parlato che ti fanno sentire sia fresca che coperta, e si infilano benissimo dentro la gonna o dentro gli shorts.
Inoltre la mattina dover scegliere un abbinamento composto da più pezzi, contemporaneo anche maglioncino e/o giacca e pashmina è per me più divertente. Voi invece come state vivendo questa estate un po freddina?

mercoledì 6 agosto 2014

You Tube: Donna a Clessidra Valorizzarsi

Oggi finalmente mi sentite parlare delle clessidre, di tutti i loro pregi e degli abiti che consiglio di più.
Nel video ho preferito utilizzare immagini che provengono da asos curvy, anche se non tutte sono delle clessidre, e non tutte le clessidre sono curvy, per due motivi.


Il primo è che quando io penso a una clessidra non mi immagino Belen, ma Scarlett Johansson, quindi una donna realmente formosa, altrimenti finiamo già nelle variazioni con clessidra magra e clessidra poco formosa che in video tratteremo in seguito. Una donna così è sicuramente rappresentata meglio da una modella curvy che da una taglia 38, e dato che non c'è una via di mezzo tra cui scegliere ho preferito la prima.


Il secondo motivo è che queste donne hanno le tette, molte, mentre quelle taglia 38 di rado, in questo modo potete valutare come cadono i capi su un fisico che si avvicina di più a quello della clessidra.


Se non avete il tempo di vedere il video vi anticipo una cosa che già dovreste sapere: io alla clessidra consiglio due stili, quello romantico e quello sensuale. Il primo assomiglia di più ad un look della pera a parte per gli scolli, con gonne e pantaloni svasati, il secondo è più fasciante. Entrambi le donano molto e può variare da uno all'altro a seconda di carattere, sicurezza ed occasione. A voi quale piace di più?

Nel prossimo video scopriremo come valorizzare la rettangolo, e scopriremo che certi look non donano nemmeno a lei.

martedì 5 agosto 2014

Scarpe morte

La morte di una scarpa è una cosa molto triste, ce l'ha raccontata la Spora quando è venuta a Genova a presentare il suo ebook: #12regole per essere felici sui tacchi.
Una frase che mi ha colpito è stata proprio che ci sono donne che camminano con scarpe morte e non lo sanno. Così ho pensato alle mie scarpe e ho scoperto con rammarico di avere più di un paio di scarpe morte e non volerlo accettare, con sommo dolore dei miei piedi e di tutta la spina dorsale.
Una scarpa muore quando non c'è più niente da fare e nessun calzolaio ha il potere di aggiustarle.
La Spora ci ha spiegato che una morte irreparabile della scarpa è quando il cambrione (la parte di struttura su cui appoggia la pianta del piede) si stacca dal tacco. A quel punto il piede invece di ondeggiare "loccia", genovesismo per dondola in maniera non controllata.
Terrorizzata dal locciamento, che come potete immaginare oltre a farti camminare in modo ridicolo non fa proprio bene a piede e schiena, sono andata a controllare tutte le mie scarpe col tacco, e, magia, nessuna aveva questo problema.
Ciò nonostante camminandoci ho notato che due di esse, un paio di décolleté blu in pelle tacco 7 di Mauro Leone e un paio di sandali altissimi con plateau in legno sempre della stessa marca, mi facevano ondeggiare, la sensazione era proprio quella, che il cambrione si fosse staccato dal tacco, ma prendendole in mano non succedeva. Poi ho tristemente capito. Erano morte si, ma in una maniera simile, era la parte piana, che solo nel secondo caso aveva il plateau, che si era staccata dal cambrione.
Ovviamente non mi sono rassegnata, e dato che la Spora è senza 3G nella pampas argentina e non posso chiederle lumi, porterò le mie scarpe da un calzolaio chiedendo se può farci qualcosa, non sono pronta a rinunciare a due scarpe con il tacco in cui sto comoda, soprattutto perché i sandali li ho indossati davvero poche volte. Quindi ne approfitto per un piccolo appello: Caro Mauro Leone, le tue scarpe mi piacciono tanto, ma vedi di fare cambrione più solidi perché altrimenti non credo che mi vedrai più molto spesso.
Un altro modo in cui le scarpe possono morire è per "sfondamento", avete presente quelle ballerine che dopo qualche anno sono diventate comodissime? Bene dopo il comodo, usandole ancora a lungo diventano sfondate, e quindi scomodissime.
Le mie prime ballerine, bianche e rosse, sempre di Mauro Leone, (visto che sono una cliente fedele, accontentami per la faccenda del cambrione, soprattutto visto che sei uno dei pochi a Genova che non fa scarpe da signora over 70) hanno ormai 10 anni, e le adoro, ma dovrò davvero salutarle. Hanno 2 cm di tacco, quindi le ho indossate tantissimo, e piano piano la pelle ha ceduto fino a farlo scivolare in avanti e facendomi battere dita e nervi contro di essa. Sono loro parzialmente responsabili della mia infiammazione al nervo che mi aveva costretto a lungo alle scarpe da ginnastica, perciò dovrò rassegnarmi ad annandonarle.
Voi avete altre scarpe morte? Ma soprattutto avete un calzolaio di fiducia? Io ne sto provando un po' ma ancora non ho trovato quello del cuore. E un'altra domanda da fare alla Spora sarà, ma anche le scarpe da ginnastica muoiono?

fanpop

giovedì 31 luglio 2014

You Tube: Valorizzare la Donna a Mela

Lo sapete quali sono le frasi che sento più spesso? "Tanto su di me non sta bene niente" "Sono un caso disperato" e "Io sarò la donna barilotto/macedonia" Lasciando da parte l'ultima frase, che deriva dal concentrarci solo sui nostri difetti, le prime due sono frutto dello scoraggiamento, eppure non esiste un fisico, una taglia e una forma del corpo che non abbia abiti che le donano.


Così oggi finalmente iniziamo a parlare dei lati positivi della donna a Mela, e di tutti i trucchi che può mettere in atto per rendere la forma più proporzionata e scegliere i capi che le donano di più.


Inutile che vi ripeta qui quali sono le cose da fare vero? Le travate già sul post che scrissi ormai 3 anni fa sulla donna a mela.


Ma per chi non avesse la possibilità di ascoltare il video vi anticipo un dettaglio. Come per la pera la mela ha una sproporzione, gambe magre o comunque dritte e busto ampio, io le ho sempre suggerito di ridistribuire le proporzioni indossando capi chiari e aderenti sotto e capi scuri e più morbidi sopra. Le famose (e da me osannate) Trinny and Susannah invece consigliano capi ampi sotto, soprattutto pantaloni a palazzo, ma secondo me così tutta la figura sembra ampia e a colonna. Non vi resta che provare per scegliere il look che preferite.

Nel prossimo video affronteremo la donna a Clessidra e tutti i trucchi che può utilizzare per sentirsi più bella.

mercoledì 30 luglio 2014

Scritto da voi: Una Mela Femme Fatale

Chi: Francesca
Segni particolari: basso indice di “femmefatalità”, (ha già scritto "La Donna a Mela nell'Arte")
Nemici: i prepotenti
Amici: chi pensa con la propria testa ma sa comprendere gli altri.
Forma: mela a 8.
Odio: il freddo. Sentirmi in gabbia.
Amo: il mare, il sole tra le foglie, le idee, le storie.
Amerei: un mondo a misura di donna.

Missione Femme Fatale: Avventure di una Mela sulle tracce di una Clessidra

Avete mai seguito un corso di teatro, o partecipato a una recita scolastica? Quando arriva il momento dell’assegnazione delle parti, è come aspettare una radiografia della propria anima. Una parte assegnata è una sfida a trovare dentro di noi qualcosa che mai e poi avremmo pensato che potesse esserci.
Era un momento molto elettrizzante per tutti. Il testo includeva una ventina di parti, e a me, tra questi venti personaggi, è capitato proprio quello che mai, proprio mai, mi sarei aspettata. Sono una ragazza piuttosto timida, anche se ho i miei sprazzi di euforia, riflessiva, ingenua, distratta, scettica, polemica. Praticamente Bridget Jones.



Ecco, a questa Bridget Jones assegnarono la parte della femme fatale: di una attrice molto bella e volitiva, esuberante, geniale nel suo mestiere e con un debole per gli uomini, una donna che non può resistere dal cornificare, più e più volte, il suo marito tormentato ed idealista, che vorrebbe fare di lei la mogliettina perfetta, oltre all'attrice vulcanica che già è. Bridget Jones per prima cosa scoppiò a ridere in faccia alla regista. "Io? Ma sei sicura?" "Ma sì, ti devi svegliare! Io ho visto che dentro di te c’è una vamp nascosta."
Troppo stupita per replicare e solleticata dalla sfida, Bridget accettò.


E così Bridget si apprestò a trasformarsi in una femme fatale di prima categoria, di nome Rosa. Il lavoro sulla parte procedette, il personaggio prendeva forma e Bridget le si affezionava, ma… arrivò il momento di decidere i costumi. Costumi un po' retrò, diciamo tra gli anni '50 e '70, la regista voleva tutte le donne in gonna, rigorosamente oltre il ginocchio.
E qui iniziò il bello.
Io, cioè Bridget, cioè Francesca, cioè una mela a 8 di un metro e settanta per sessantasei chilozzi, dovevo assumere le sembianze di… non una clessidra, ma La Clessidra! Una Super-Clessidra!


Ero divertita, ma perplessa e molto dubbiosa. Avrei dovuto mettermi a dieta? Ma così la mia pancia sarebbe rimasta lì dov'era, e in compenso tette e fondo-schiena sarebbero spariti, senza contare che sono una schiappa a seguire le diete. Amo mangiare, sì, e contare grammi e calorie mi porta all'esaurimento nel giro di pochi giorni. Indossare dell’intimo modellante?


Non mi sarebbe bastato un corsetto trita-costole, per avere una vitino da Clessidra!


Ma la regista era speranzosa e mi disse: "Ma guarda che sei bellissima, vedrai, ho già un vestito per te!". Intanto tirava fuori un abito anni '50, molto carino ed anche della mia non piccola misura, rosso con piccoli pois bianchi, gonna a ruota sostenuta da sottogonna in tulle, corpetto aderente e scollo all'americana. Un vestito splendido, per una pera. Infatti la regista è decisamente una pera, sia nel fisico che nel modo di vestire.


Mi provai il vestito, ma ovviamente il poverino su una mela cascava male: la gonna si gonfiava tutta sul davanti e nel complesso mi faceva assomigliare alla fatina Fauna.


Tra facce perplesse e divertite, sono andata a togliermi il vestito, con una certa soddisfazione, sapevo che non sarebbe andato bene: sono una mela a 8, io, mica una clessidra, e tanto meno una pera. Il personaggio, per essere credibile, doveva avere un aspetto sexy, di conseguenza, mi serviva un vestito che mi stesse bene.
Detto fatto, sono tornata a casa e mi sono messa a cercare su Internet. Purtroppo però i modelli anni ’50-’60 che trovavo erano o inadatti alla mia forma (gonne a ruota), o troppo corti e non abbastanza femminili (abiti a trapezio). Che fare? Scrivere ad Anna! E lei mi ha risposto suggerendomi alcuni modelli che potessero dare ad una mela a 8 una certa sembianza da clessidra sexy. Ce n'era uno rosso, in particolare, che mi piaceva molto.


L'ho proposto subito alla regista, che lo ha apprezzato, ma scartato, perché la sua gonna stretta avrebbe impedito certi movimenti sulla scena.
A questo punto non rimaneva che giocarmi la carta-armadio, ma, come si può immaginare, l’armadio di una Bridget non è esattamente identico a quello di una Jessica Rabbit!
Avevo bisogno di idee e mio fratello mi ha suggerito di ispirarmi ai costumi del film American Hustle. E infatti Amy Adams, in una scena di quel film, ha un bellissimo “wrap dress” verde, sexy e non troppo moderno.


"Perfetto!" ho pensato "è il mio modello preferito!" Ho tirato fuori due abiti con incrocio e fascia sotto il seno, uno rosso e l’altro rosa shocking, lunghi fino al ginocchio. Più lunghi non ne ho, da brava mela.


Certo, un abito "a vestaglia" non è proprio il modello più sensuale che esista, ma almeno quello mi avrebbe donato abbastanza da rendere credibile il ruolo da femme fatale.
Eppure… entrambi gli abiti erano troppo corti.
A questo punto Bridget si avvilì. Si sedette sul divano a mangiare gelato e sentirsi brutta, brutta e condannata al ridicolo davanti a centinaia di occhi. Chi mai avrebbe potuto prendere sul serio questa irresistibile Rosa, se impersonata da una ragazza bruttina, cicciottella e vestita con… non si sa neppure cosa?
Già mi vedevo infagottata nel vestito rosso a pois con la gonna troppo gonfia e le bracciotte cicciotte impietosamente in vista.


Intanto continuavamo a fare le prove e tutto il resto filava abbastanza liscio, ma due settimane dalla messa in scena, tutti avevano i propri costumi, tranne me.
Rassegnata, ho detto che per me sarebbe andato bene anche un abito anni '50 come il primo che avevo provato, non importava che mi stesse male, se era l’unica soluzione, l’avrei indossato ugualmente e cercato di rendere credibile il tutto.
Quel giorno avevo indosso un paio di jeans aderenti scuri.
La sera, mentre mi arrovellavo ancora e ancora, la regista mi ha scritto: "Ho visto che hai delle belle gambe e che stai molto bene con gli skinny". Si era accorta che sono una mela! "Perciò ho deciso che dovrai vestirti come Sandy di Grease, però senza giubbotto e con la cintura rossa. Hai qualcosa del genere a casa?". Lampo di gioia! Ma certo che ho qualcosa del genere!


Non sapevo come ringraziarla. Ho preso leggings e magliette nere dall'armadio e li ho portati alle prove: un incanto. Finalmente la mia Rosa, la vamp, la Jessica Rabbit della situazione aveva un costume e un corpo.
Come per miracolo, sono riuscita a trovare anche un paio di scarpe rosse con il tacco del mio, anche questo non piccolo, numero 41/42, una bella cintura rossa e sono partita all'attacco.
Quando ho provato tutto l’insieme, i ragazzi sono rimasti di stucco. Mi guardavano con avidità, come se fossi stata davvero Rosa. Mi sentivo potente, ero come posseduta dalla Super Clessidra.
Quando siamo andati in scena, molti amici, mi hanno riconosciuta solo a spettacolo finito. Una mela a 8 ,timida e imbranata, aveva dato corpo ad una clessidra sexy, e come aveva fatto? Con un costume che metteva in risalto le gambe della mela a 8, minimizzava pancia e braccia ed enfatizza il punto vita. Un costume che dona alla mela a 8 e la avvicina alla clessidra.


Morale della favola? Se sei Bridget Jones e per una sera devi somigliare a Jessica Rabbit, non rubare il vestito a Jessica. Prendi il tuo e… mettici il turbo!