martedì 21 maggio 2013

Dress Code: Insegnante

Fare l'insegnante è uno di quei lavori in cui l'aspetto esteriore è delicato e molto importante. È uno di quei lavori in cui bisogna guadagnarsi rispetto e attenzione, ogni giorno e in modo diverso a seconda che gli alunni abbiano 7 anni o 22, e gli abiti che si indossano possono certo cambiare di molto la percezione che gli alunni hanno di noi.


Il fatto che non sia un lavoro con un rigido dress code complica le cose perché permette a chi lo fa di presentarsi in qualunque modo, dalla tuta al tailleur alla signorina Rottermier. Ovviamente la percezione che hanno gli alunni del look indossato inizia ad avere una certa importanza dal liceo in poi e lo è maggiormente se siete molto giovani, ho due amiche che insegnano al liceo e all'università e hanno difficoltà a non farsi confondere per una studentessa, talvolta anche dagli altri insegnati. Dividiamo quindi il dress code a seconda della scuola in cui si insegna.

Una maestra delle elementari più si scosta dalla signorina Rottrrmier meglio è. Un look sportivo, persino trasandato e giovanile permette di interagire con i bambini senza temere di farsi sporcare. Certo se ci si ritrova in una scuola piuttosto formale questo look jeans e sneakers paga poco con le colleghe, ma si può ottenere lo stesso effetto con abiti da giorno (e da lavatrice) collant e stivali, o leggings se i bambini vi richiedono la ruota. Look che dona anche molto di più se si ha una forma a pera o a clessidra.


Le medie invece sono un'età difficile, i maschi sono ancora bambini, le femmine invece sono molto influenzate dal mondo esterno, dalla moda o dal corpo che cambia. Per questo motivo il look da elementari può non essere adatto, quello che ci vorrebbe è uno sportivo semplice che si eleva verso il mondo adulto con pochi dettagli. Vanno bene quindi jeans e maglietta ma meglio se con le ballerine, e se proprio si devono indossare le scarpe da ginnastica meglio comunque accostarle al resto del look, magari riprendendo un colore di esse per maglione e orecchini. I gioielli sono l'altra cosa che serve per "adultizzare" un po' il look senza essere troppo seriose, non è necessario che siano gioielli veri, la bigiotteria un po' colorata da quel tocco in più per rendere il look più femminile. Abitini e gonne da giorno vanno anche in questo caso bene ma cercando di non renderli troppo eleganti.


Le scuole superiori e l'università invece sono gli ambienti in cui il modo in cui ci si veste è il più importante, soprattutto per giovani insegnanti che per età possono essere scambiate per alunne. L'autorità ci se la guadagna con il tempo, il rispetto anche, ma ricordate che gli studenti "fiutano la paura" e cercate di non diventare quelle giovani insegnati che sbranano ad ogni domanda perché temono che si questioni la loro autorità, gli studenti capiscono che il motivo é quello. Se siete giovani e insegnate alle superiori o all'università i jeans sono banditi. Non c'è nulla da fare sono la divisa dello studente. Potete ripiegare su pantaloni blu, e certamente su abiti e gonne. Da scartare anche, per quanto possibile, le scarpe da ginnastica, concessi invece tutti i modelli simil hogan (per quanto brutte e da vecchia sono meno confondibili con il look ragazzina). Per chi come età non rischia di essere scambiata per una studentessa i jeans sono invece concessi, ma una camicetta o un blazer aiuteranno a mantenere l'autorità. Da scartare invece le polo che rischiano di far apparire il look troppo sciatto, specie dopo gli anta (presto delucidazioni sulla polo). Vestitini e gonne anche con un po' di tacco aiuteranno di certo le più giovani ed elevarsi tra le studentesse, ma aiutatevi con accessori sobri a non sembrare troppo "alla moda"


Dovendo dividere i look per varie tipologie di scuole ho preferito non aggiungere anche il look per ogni forma anche perchè le indicazioni sono in ogni caso generali. Ma non escludo di poter fare un approfondimento magari in futuro.

giovedì 16 maggio 2013

Non giudicare il corpo

Ci ho provato tante volte, l'ho scritto in una sola lingua ma sotto tanti argomenti diversi, ma a poco è servito. Lo capisco, è difficile mollare una convinzione, un comportamento a cui siamo abituati da anni, e spezzare il circolo vizioso. Ma almeno si potrebbe provare a capire oggettivamente che si tratta di un comportamento sbagliato, poi a frenare la lingua ci si prova per gradi.
Lo so perché io per prima non la pensavo così. Già di mio sono una persona che giudica, una che pensa che deve insegnare il suo modo di fare le cose agli altri (molto presuntuoso da parte mia lo so, ma mi hanno disegnato così!), in certi campi magari ho ragione più spesso che in altri, per esempio nel lavoro, ma nonostante questo ho capito che non è un comportamento corretto, nemmeno un po'. Da quando ho scoperto di avere questo comportamento (mio padre è uguale, ma non lo sa e non lo ammette) ho cercato di combatterlo, e questo mi ha portato ad aprire il mio piccolo cervellino con paraocchi e avere milioni di idee e visioni delle cose.
In questo post vorrei parlare di un giudizio in particolare che tutte noi facciamo o abbiamo fatto e che non solo è dannoso per gli altri e per noi, ma ci fa passare per superficiali, saccenti e, perdonate, anche un po' stupidi.

Giudicare il fisico altrui. Magro o grasso che sia.
Non è completamente colpa nostra, ma dei film che fanno vedere le protagoniste tutte in forma, delle pubblicità che ci dicono che la pancia dopo i pasti è da eliminare con una pillola (ma per favore!) e della società che ci dice che chi è grasso è pigro e che è giusto che per questo venga deriso.
Mi ci metto anche io, sia chiaro, no a deridere no, dopo quello che ho passato non ne avrei mai avuto il coraggio. Ma è difficile pensare che in quasi 30 anni della mia vita non mi sia comportata come la società mi diceva di fare, in fondo avevo perso 8 chili dopo averli presi per colpa dei farmaci, in fondo avevo (e ho) un metabolismo che più che lento è bloccato... Sarà che ho ricominciato a leggere Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco (Game of Throne per i profani) ma mi sembra di sentir riecheggiare "Tu non sai
niente". No, non so niente e non sapevo niente nemmeno prima. Non sa niente nessuna di voi, perché ogni caso è diverso e se anche vi trovaste di fronte la vostra gemella in peso e altezza avrebbe un vissuto completamente diverso dal vostro, generalizzare non serve a niente. Quello che so è che l'unico modo per cambiare le cose è smettere di giudicare.
Quello che vorrei trasmettere, e non so se ci riuscirò, è che sparare giudizi sul fisico altrui non porta ad altro che a far sentire agli altri e voi stessi sbagliati. Perché giudicare è una cosa che si fa per il gusto di farlo (sempre, anche quando pensate di esprimere una qualche "verità") e non ci sarà mai nessuno abbastanza magro o abbastanza in forma da non destare le critiche di qualcuno.
Sto parlando di due giudizi particolari:
"È troppo grassa dovrebbe fare qualcosa per la sua salute!"
"Com'è dimagrita, non starà mica diventando anoressica?"

Sono due giudizi simili ed entrambi sono superficiali, non dettati da vero interessamento, ma anche se lo fossero sono posti in modo sbagliato.

Il peggiore di tutti è però quello generalizzato: "Le persone grasse/obese sono pigre, basterebbe mangiare sano e muoversi, non si occupano della loro salute"
"Io l'anoressia non la capisco, sono tutte palle, se sei troppo magro mangia!" (Questa l'ho sentita con le mie orecchie)
Prima di analizzare i giudizi e tirare fuori l'errore di fondo, vorrei dire che anoressia ed obesità sono due stati del disturbo alimentare molto diversi, che possono anche avere cause comuni ma le persone che ci si trovano non possono essere trattate allo stesso modo.
L'anoressia è una malattia, che per cause psicologiche ti fa rifiutare il cibo e fa si che tu ti veda più grassa di quello che sei. Fa si che tu pensi che se diventerai abbastanza magra (e non è mai abbastanza) tutto si risolverà, oppure che nessuno ti noterà più.
L'obesità è una malattia, che fa si che trovi il conforto nel cibo, che tenti di nasconderti dietro ad esso e che non credi di valere abbastanza e quindi perché provarci. Perché provarci non significa non mangiare più merendine, significa scoprire come far partire il tuo metabolismo, quali cibi lo rallentano, e mangiare molto poco non fa altro che bloccarlo ancora di più.

Il rapporto con il proprio corpo che hanno due persone in questi due tipi di malattia anche sono estremamente diversi, la prima lo osserva e lo critica come una ossessione, la seconda lo ignora e cerca di nasconderlo.
Per questo motivo il modo di trattarle é molto diverso. Una persona anoressica fomenta la sua situazione osservando foto di ragazze magre, troppo magre, una persona obesa invece può solo trarre giovamento da esempi di donne curvy o plus size che si mostrano sorridenti e ben vestite.
Per questo motivo spero di usare più spesso foto di fashion blogger plus size o curvy, perché la mia speranza è duplice:
  • Spero che chi non si piace perché si reputa troppo grasso (che lo sia o meno) veda esempi di belle donne sicure di se più simili alla sua fisicità e capisca che si può essere belle e/o felici e ammirate anche se non si è magre. Oltre al fatto che ci sono abiti che ci amano a prescindere di com'è fatto il nostro fisico.
  • La seconda è che chi giudica smetta di giudicare. Vorrei dire esplicitamente a chi crede che l'obesità, essendo una malattia, rischi di essere promossa e scusata utilizzando tali foto, che è proprio il contrario. Le blogger e le modelle plus size fanno qualcosa di meraviglioso, molto più di quello che sto facendo io qui, mostrano al mondo e ad altre ragazze plus size, che ci sono anche loro, e che l'aspetto fisico non preclude la felicità ma nemmeno la bellezza.
Saks in the city

E chi ancora continua a dire "la salute, la salute, la salute" dirò che la causa dell'obesità non si cura con triti e ritriti giudizi superficiali, ma con comprensione e accettazione. Accettazione che viene prima del dimagrimento.
E se ancora avete dubbi riguardo al criticare l'utilizzo di foto di modelle plus size o al permettersi di dire alla collega over 48 di non esagerare con i biscotti vi lascio una parte del commento arrabbiato di Ilaria, magari vi sveglierà un po'! "Mi sento come se mi trattassi come un'idiota: ma ti pare che, a 13 anni come a 30, io non sappia che l'obesità è una malattia?? E che non sappia cosa c'è dietro?? E DATO CHE RIGUARDA ME vuoi vedere che non so come e perché sono arrivata a pesare tanto?? È avvilente! Semmai sei tu, siete voi, a non sapere niente, a non avere idea di cosa c'è dietro! Che vi fermate all' "è colpa LORO LORO LORO!!!!" e basta. Ma che ne sai... e lo dico con amarezza!! State zitti, fate meglio e prima! Teneteveli per voi questi commenti, ci fanno ancora più male!!"

Ricordate che come dice TaccoDieci "Siamo tutti Geni con le vite degli Altri!"

Saks in the city

mercoledì 15 maggio 2013

L'armadio Base Primaverile Estivo della Donna a Rettangolo

Abbiamo parlato ampiamente delle "paturnie" di noi donne dalle gambe importanti, ma non crediamo che le Donne Rettangolo siano immuni dalle paturnie solo perché sono magre. Le gambe a una donna possono apparire sempre troppo bianche, troppo spigolose, con le vene troppo in vista, insomma non siamo mai contente. La ricetta è sempre la stessa, fregarsene, essendo consce di cosa ci dona e cosa no.

L'estate per la donna rettangolo è un'ottima occasione per giocare con le sovrapposizioni ma senza infagottare la figura, munendosi quindi di strati sottili e realizzando così il suo Armadio Base


Gli abiti sono ovviamente il capo che più le dona femminilità e sopperisce la sua assenza di curve, una volta superata la "paturnia" gambe. Sicuramente il suo armadio base non può fare a meno di abiti a sacco, ma anche di tubini poco affiancati. Sicuramente dovrà possederne uno bianco, ma anche uno blu o nero per le occasioni più formali. Scegliere un taglio a matita o a tulipano se si vuole creare l'illusione di qualche curva.


Le gonne migliori sono quelle colorate, ma un paio base aiutano a fare abbinamenti, e come per la triangolo invertito non possono mancare né bianche né di jeans corte e dritte. Preferite i tessuti più rigidi di modo che non pendano senza vita dalla figura poco formosa. Aggiungiamo sen'altro una minigonna più scura, e sottolineo che l'orlo può essere allungato fino al ginocchio, se lo desiderate per via dell'età, ma superare il ginocchio solo se arrivate a un metro e settanta.


I pantaloni e i jeans, skinny o a sigaretta sono gli stessi che le erano adatti in inverno, ma si possono aggiungere modelli Capri e shorts a profusione. Sicuramente un Capri bianco con risvolto in fondo, sia sportivo sia di fattura un po' elegante può esserle utile in moltissime occasioni.
Il vantaggio di questa forma è che difficilmente risulterà volgare non essendo procace, nemmeno con un paio di shorts, ma ciò non vuol dire che va bene anche il modello inguinale. Cercatene però modelli meno sportivi sia da giorno che da sera, meglio beige o di colori base scuri. Lo shorts bianco, non è così semplice da abbinare in contesti diversi dalla spiaggia, ha bisogno infatti di colori soft per evitare l'effetto "truzzo".



I top e le t-shirt estive saranno le migliori per movimentare la figura, ma quelle base permettono di indossare pantaloni e gonne più elaborate. Saranno necessarie certamente t-shirt classiche, sia leggermente aderenti che più morbide, sia bianche che nere. Scegliere le canottiere meno sportive e con scolli tondi per non dare altre spigolosita alla figura con quelli quadrati o ridurre ulteriormente il seno con quelli a v. I top senza maniche con scollo a cuore o tagliato dritto vanno invece ad ampliare il torace, quindi sono adatti al seno minuto. Per le camicette preferite quelle in tessuto molto morbido, dal collo leggermente arrotondato, anche qui per ingentilire la figura.


I maglioni invernali sono di certo i migliori per dare morbidezza a questa forma, e con quelli estivi difficilmente si può fare il contrario. Scartare il cotone oversize e molto rigido per evitare l'effetto sacco, meglio un modello morbido e sottile che accompagni solo leggermente la figura. Il cardigan invece non deve essere troppo morbido altrimenti penderà senza vita, il modello migliore è corto di modo da creare un punto vita, o lungo oltre le anche. La mezza misura rende la figura un po' miserella. Anche in questo caso sono concessi sia colori base chiari che scuri.


Il blazer è il capo in assoluto pensato per la donna a rettangolo, infatti Giorgio Armani si lamentava di queste sporgenze che hanno davanti le donne e che rovinavano la caduta delle giacche (oibò Giorgio, ora ci tagliamo tutte le tette solo per te!). Per questo anche in estate è un capo base per questa forma. I modelli sono gli stessi dell'inverno, ma sceglietelo anche bianco e di tutti i colori base chiari. Una giacca più sportiva può essere sia una giacca di pelle del classico modello bomber, sia una giacca a vento. Il trench sarà dal taglio dritto, meglio se con cintura e non oltre metà coscia. Sceglietelo che vi calzi a pennello, lasciamo perdere l'oversize e anche bianco o panna, lasciando stare in special modo il nero.



Mi sto dando da fare, nonostante i recenti imprevisti, per finire i guardaroba base primaverili il prima possibile, a breve quello della Rettangolo poco Spigolosa.

martedì 14 maggio 2013

Fashion Tag: 15 Domande sulla Moda

Ormai due settimane fa mi sono ritrovata con un intera giornata uggiosa corredata da un po' di influenza da dedicare al blog, mail e progetti correlati. Mentre curiosavo su You Tube mi è capitato questo Tag: 15 Domande sulla Moda, e ho trovato le domande interessanti, così ho deciso di partecipare. 


Tanto per cambiare, e come sentirete, per allenamento, ho deciso di rispondere per mezzo di un video. Perdonate la lunghezza, ma come i miei post sono lunghi e densi penso che nemmeno in video riuscirò mai ad essere rapida e concisa. Non è colpa mia, ho così tanto da dire... va bene ammetto, la mia logorrea non ha confini.



Vi metto anche le domande sotto al video, di modo che chi voglia rispondere nei commenti anche solo ad una di esse sia facilitato. 
  1. Qual è per te un capo indispensabile nella moda?
  2. Qual è la peggiore gaffe di moda, secondo te?
  3. Quali sono i colori che indossi di più?
  4. Quali sono invece i colori che indossi di meno?
  5. Qual è l'accessorio perfetto per donare stile ad una mise?
  6. Abbini il make up all'abito?
  7. Segui la moda alla lettera?
  8. Qual è il tuo pezzo preferito del momento?
  9. Qual è una moda che non ti piaceva e alla quale non hai ceduto?
  10. E invece una moda che non ti piaceva e alla quale alla fine hai ceduto?
  11. Qual è la moda o lo stile che hai preferito del passato?
  12. Sei favorevole o sfavorevole alle scarpe col tacco prima dei 14 anni?
  13. Qual è la tua icona moda o fonte di ispirazione?
  14. Cosa ti piace e cosa non ti piace della moda?
  15. Come ultima domanda, descrivi il tuo stile.
Mi ha colpito che per molte la cosa che non piace sulla moda sia il fatto che propone modelli irraggiungibili e modelle troppo magre, ma nonostante questo nessuno cambia le cose. 

giovedì 9 maggio 2013

La moda anticipa

La moda anticipa, no non anticipa i tempi, non anticipa le nostre esigenze (anzi), non porta i nostri costumi nel futuro o nel progresso o altre baggianate simili. La moda anticipa la temperatura, ve ne siete accorte anche voi?
Quasi due mesi fa sono andata da Calzedonia, cercavo quei bei collant ultra-coprenti che tanto mi scaldano. Fuori facevano 8 gradi, ma la vetrina proponeva solo costumi e la commessa mi guardò sconsolata dicendo che non li rifornivano più. Ieri invece con i 14 gradi e la pioggia sono rientrata per chiedere un collant coprente, il 50 denari per intenderci, dato che mi ero accorta di star finendo il blu. Sono stata fortunata, ne hanno trovato uno in magazzino, ma non erano nemmeno più in esposizione.
Mi rendo conto che in certe zone d'Italia fanno 23 gradi da quasi un mese, ma a Genova no, e non stiamo parlando della città più fredda d'Italia. Quello che mi chiedo è, data la nostra forma allungata per cui in certe zone l'estate arriva molto prima, è se la sede centrale di Calzedonia dia un ordine simultaneo di modo che tutti i negozi, da Catania a Bolzano abbandonino i collant in favore dei costumi. Se è così la cosa va ripensata, non dico consultando il meteo, ma almeno frazionandola come si fa per lo spegnimento dei termosifoni.
Ma povero Calzedonia, non è che lui sia l'unico a fare così, è solo la manifestazione più evidente della stessa situazione. L'abito blu e fucsia che tanto mi piace, fa parte della collezione primaverile di Max and co, l'ho acquistato prima di Natale e dopo era già esaurito. Che senso ha mettere fuori la collezione primaverile quando l'inverno deve ancora quasi arrivare e ci sono altri due mesi minimo di gelo? Per correre ai ripari ho già acquistato il vestito per il matrimonio che ho a settembre, se mi fossi mossa a giugno non avrei più trovato molte taglie dato che è uscito a febbraio ed ora è già esaurito, e a luglio avrebbero già riempito i negozi di maglioni di lana.
Vorrei davvero capire che senso ha tutto questo, o siamo regolati con la temperatura della città più calda in primavera e della più fredda in estate, questo poteva ancora essere quando il cambio veniva effettuato a marzo e settembre, ma non credo che a Gennaio a Catania abbiano bisogno del costume così come a Luglio a Bolzano facciano 3 gradi al sole.
Probabilmente io che sono fuori dalle logiche di mercato e non comprendo le fashion esigenze non  essendo a conoscenza di qualche dogma alla Miranda Priestly, ma se questi dogmi sono così distanti dalla gente che deve effettivamente acquistare i capi c'è qualcosa che non va. Se io non trovo un maglione di cotone da Zara a maggio perché ormai la stagione è quasi finita e non riassortiscono (giuro mi è stato davvero risposto così) loro non vendono, e io mi arrangio con i maglioni vecchi. Se devo fare scorta da Calzedonia, perché sono una persona previdente, fin troppo, e poi mi si rompono tutti i collant blu inizierò a comprarli dalla omsa che non esaurisce i modelli.
Sarò sicuramente una persona che tende a mettere in discussione molte cose, altrimenti non sarei qui a scrivere, ma questo secondo me sta raggiungendo le proporzioni dell'assurdo. Se la tendenza continua dovremmo davvero iniziare ad acquistare i maglioni di lana a maggio e i costumi a novembre, i saldi però quelli no, non gli viene mai voglia di anticiparli. Così inizia a dare una sensazione di "cornuto e mazziato".

mercoledì 8 maggio 2013

L'Armadio Base Primaverile-Estivo per la Donna a Triangolo Invertito Variata

Come ben sapete la donna a triangolo invertito nella sua variazione ha poco seno. Si tratta del fisico più "maschile" tra tutte le forme del corpo e che quindi teme un certo tipo di abbigliamento.

Anche in questo caso bisogna giocare con le spalle ampie, scoprirle per aggiungere femminilità alla figura, ma senza enfatizzarle.


Diversamente dalla forma tipo consiglio di puntate molto di più sugli abiti, dato che l'assenza del seno prosperoso le rende più facile trovare la taglia. In questo modo la figura ritrova sensualità. Sceglierli senza maniche, all'americana, o monospalla.


Pantaloni e gonne saranno gli stessi della forma tipo, mentre per i top deve stare particolarmente attenta ad evitare le polo e le magliette in cotone molto sportive, che aggiungono rigore. Meglio puntare su scolli morbidi, anche con una spalla scoperta. Da scartare anche le canottiere da canoista a favore di quelle con scollo tondo davanti e dietro.


martedì 7 maggio 2013

Vestiti a Punti

No, non ho intenzione di spiegarvi come collezionare dei punti per avere dei vestiti, come si fa con quelli del latte. Vorrei utilizzare i punti per illustrare un concetto che può essere utile a molte.
Un po' di tempo fa stavo "chiacchierando" via mail con Sara, una delle mie prime lettrici, di scarpe da ginnastica e plantari, e di come fosse difficile "alzare" il look se si indossavano le scarpe da ginnastica. Da quella conversazione è nato il post sull'abbigliamento in sneakers, ma questo concetto è più globale.

Ogni capo di abbigliamento per me ha un potenziale di punti, e la somma di essi è il livello di "accuratezza" o "bel vestire" che raggiunge il vostro look. Li chiamerò punti Eleganza anche se con eleganza intendo più il bell'aspetto che si vuole avere.


Così sembra piuttosto complicato, ma cerco di approfondire un po' meglio il concetto, assicurandovi che non dovete contare i vostri punti ogni mattina (anche se so che qualcuno lo farà), ma solo valutare il diverso peso che hanno i vari capi. Quasi quasi il mio animo nerd mi fa venire voglia di inventare la formula della look attraverso una media pesata, ma desisto, o avrei dovuto chiamare il blog "moda per nerd" appunto.

Come si assegnano i punti? Innanzitutto non ci sono punti negativi, ogni capo può avere come minimo zero e come massimo il valore massimo della sua categoria. Ed ora vediamo le categorie.

I maglioni vanno da 0 a 5. Un maglione di Zara con i pallini vale 0, mentre il maglione di cachemire nuovo può valere al massimo 5.


Le magliette da 0 a 4. La t-shirt girocollo vale ovviamente 0, ma la più alla moda e carina delle magliette non può portare a casa più di 4 punti.


Le bluse e camicette da 0 a 6. La camicie tra bianca con qualche ruches arriva a un 4, mentre la blusa di seta vi aggiunge 6 punti.


I pantaloni vanno da 0 a 4. Per quanto perfetti e ricercati i jeans difficilmente vi fanno portare a casa più di un 3, e il pantalone nero di buona fattura che vi calza a pennello vi farà guadagnare al massimo 4 punti.


Le gonne da 0 a 7. Le gonne hanno più potenziali punti eleganza. La mini di jeans va poco sopra il 2, mentre una gonna in raso o ricamata prende la cifra massima che le spetta.


Gli abiti da 0 a 8. Gli abiti tra tutti i capi di vestiario hanno più potenziale, difficilmente un abito prenderà uno 0, l'abitino anonimo da giorno vi fa strappare sempre almeno un 4, di più se il materiale è più robusto, e quello da sera arriva all'8.


Le scarpe vanno da 0 a 10. Una scarpa da ginnastica vale 0, il modello stile hogan riesce ad arraffare un 2, una ballerina dai 5 ai 7 (a seconda del materiale e decorazioni), una décolleté di solito vale 9 o 10.


Le giacche, i cappotti e i soprabiti da 0 a 10. Ebbene si, insieme alle scarpe i soprabiti sono quelli che possono arrivare al punteggio massimo. Perché incidono molto sul look, e il cappottino rifinito guadagna senz'altro 10 punti. Il giubbotto a bomber di solito è uno 0, così come il piumino effetto omino Michelin mentre il blazer arriva fino a 8.


Cosa significa tutto ciò? Che una scarpa ha più potere di innalzare il vostro look di un bel maglione.
Ripeto, ora non mettetevi a dare i punti a tutto il vostro armadio, sappiate solo che il più bel paio di pantaloni non vi farà guadagnare punti eleganza come un bel soprabito. Questo insieme alle considerazioni sulle forme del corpo ci fa capire su cosa investire. Una pera che si è giustamente comprata un paio di pantaloni che la modellino bene, perde moltissimo indossando lo stesso giubbotto liso e a sacco.
I punteggi che ho dato ai modelli sono ovviamente indicativi, potrebbero variare anche a seconda di quanto il capo sia nuovo appena comprato o costoso, ma ci servono per capire il "potenziale" di ciascun modello.

Vediamo un po' in che modo questa questione dei punti impatti su un singolo look.

Se io indosso scarpe da ginnastica, i miei migliori jeans, un maglioncino in cachemire e il giubbotto avvitato guadagno 3 + 5 + 4 = 12 punti.


Se invece scelgo francesine, gonna svasata e maglioncino semplice, con trench, arrivo a 7 + 4 + 3 + 7 = 21 punti.


Per questo motivo rendere curato il look quando si indossano sempre scarpe da ginnastica è molto difficile e io vi consiglio quanto prima (ove possibile), prima di cambiare il resto, di passare alle ballerine. Poi standoci attente si può far "salire" il punteggio anche indossando capi più sportivi, magari con gli accessori (dei quali non ho parlato ma che non regalano più di 3 punti ciascuno), ma sicuramente questo richiede un po' di esperienza e qualche "errore" lungo la strada.

Ecco che ho dato sfogo alla mia nerdaggine, così capite il mal funzionamento del mio cervello.

Ps: le felpe prendono un inqualificabile come un compito in bianco.