lunedì 30 aprile 2012

Cambio Armadi: istruzioni per l'uso

Tra le attività casalinghe il cambio degli armadi non è tra quelli che odio di più, stirare e rifare il letto lo battono senz'altro, ed è molto strano perché io ho un motivo in più per trovarlo spiacevole: gli acari che vi si annidano dentro cercano sempre di impedirmi di respirare, e non c'è mascherina che tenga.
Nonostante questo, forse per la mia anima molto organizzativa, trovo l'attività del cambio degli armadi ricca di soddisfazione, è un'occasione per passare in rassegna i miei (amati) vestiti e metterli in ordine, e per chi è nato sono il segno della Vergine l'ordine non è mai troppo.


Chi si ritiene fortunato di possedere un armadio 4 stagioni con tutto a portata di mano e non deve ogni sei mesi spostare i capi perde qualcosa di fondamentale. Il cambio dell'armadio consente di:
  • Pulire l'armadio, che non fa mai male soprattutto se siete allergiche alla polvere.
  • Fare un check up dello stato di salute dei vostri capi.
  • Scovare quel top comprato negli anni 90 verde acido sopra l'ombelico (giuro lo possedevo) ed essere felici di non fare più acquisti del genere.
  • Provare i capi troppo grandi o piccoli per decidere se darli via.
  • Fare spazio per nuovi acquisti selezionando capi che non indossate più.
  • Ritrovare quel cardigan rosa di zara messo 2 volte.

Esatto il cambio dell'armadio è importante tra le attività della cura del vostro look più che fare shopping.
Visto che tutti gli armadi sono diversi non posso darvi molte istruzioni ma ho pensato di raccontarvi come si svolge il mio.

Io devo dedicare un'intera giornata a questa attività, o due mezze giornate, ma questo solo perché dopo un po' devo interrompermi o il mio apparato respiratorio smette di funzionare.
Per prima cosa metto in ordine la stanza, non troppo solo per fare in modo che tutte le superfici orizzontali siano libere: letto, sedie, ripiano del comò.



A quel punto indosso la mascherina, o un fazzoletto rosso dell'hard rock caffè tipo cowboy, e apro l'anta delle gonne e pantaloni. Scelgo tutti i capi prettamente invernali e li metto sul letto per poterli poi posizionare sulle grucce a tre a tre. Non si sa come mai ma le grucce a casa mia non sono mai abbastanza, nella mia spedizione all'ikea ho sottovalutato il numero delle mie gonne. Controllo che non ci siano cose che non ho indossato per almeno due stagioni, e che sia tutto della mia taglia, i capi di poco più abbondanti li tengo solo se sono in buono stato.


Poi prendo la scaletta, e mi arrampico per tirare giù vestiti estivi, gonne e i pochi pantaloni. Noto se appesi tra questi ci sono acquisti sbagliati o capi che non metto da secoli: gli acquisti sbagliati hanno un tempo di tolleranza di un anno, se dopo un anno mi provocano lo stesso fastidio li metto nella pila di abiti per lo swap party.


Una volta ultimata questa parte di cambio sto ancora abbastanza bene perché la polvere di solito è poca. Nonostante questo spalanco la finestra e vado a farmi un giro in un'altra stanza aspettando che arieggi.



Ora viene la parte più polverosa.
Tolgo tutti i maglioni di lana dal comò, e li sistemo sul letto, controllo che non abbiamo scollo o polsini sporchi e li ripiego in buste di plastica a 4 a 4, faccio lo stesso con i maglioni collo alto nell'armadio e con le sciarpe e i cappelli. Tra le cose che non ripongo ci sono qualche cardigan di lana e i maglioni di viscosa, o misti angora e cotone, per una freddolosa come me non si sa mai cosa può servire d'estate.


Quindi passo alle magliette e camice, in questo caso poche cose vanno in cima all'armadio, soprattutto perché quando effettuo il cambio dell'armadio siamo ancora in mezza stagione. Quindi una pila di magliette bianche maniche lunghe e qualche camicia restano giù.
A questo punto si passa al cassetto delle calze. Si verifica che siano pulite, e poi finiscono in tre sacchetti diversi: quelle ultrà coprenti e fantasia separate da quelle media pesantezza, mentre e calzini e gambaletti vanno insieme.



Una volta che tutto è così imbustato e in ordine sul letto salgo sulla scaletta e iniziò a tirare giù tutti i capi estivi per liberare la parte alta dell'armadio. I capi estivi aspettano, appoggiati su tutte le superfici libere, che io abbia riposto quelli invernali occupando meno spazio possibile come se stessi giocando a un mega tetris 3D. Terminato mi lancio oltre la finestra perché il mio naso non ce la fa più e gli acari stanno ballando la samba nella mia gola. A questo punto di solito mi interrompo lasciando che una corrente forza 7 percorra la mia camera.
Eliminata quindi la fonte del mio male mi dedico a sistemare i capi estivi, che visto che sono di cotone hanno meno potere di uccidermi.


I maglioni di cotone vengono tutti riposti nel comò in ordine di pesantezza, colore e frequenza di utilizzo. Anche in questo caso analizzo quelli che indosso meno per valutare se posso trovare qualche abbinamento a cui non avevo pensato l'anno prima. I maglioni di solito hanno una tolleranza più lunga nello sport "non l'ho più indossato" perché talvolta trascorro un'intera stagione senza indossare i pantaloni e i maglioni da pantaloni di conseguenza sono meno utilizzati.
Una volta terminato con i maglioni si passa alla miriade di t-shirt che possiedo, che vanno integrate con quelle già presenti e divise in bianche(tantissime) scure e colorate, con o senza maniche.


Una volta terminato tutto ciò mi lancio stremata sul letto ad ammirare la mia opera analizzando cosa ancora potrei comprare, sicuramente non altri maglioni di cotone, magari un'altra gonna o una canottina bianca (non sono mai abbastanza le canottine bianche).


E poi osservo con orgoglio i due sacchi pieni per la roba da scambiare allo swap party! Ogni anno che viene sono più brava a decidere cosa non deve più stare nel mio armadio.
E voi cosa fate con la roba che non vi sta più, o che in fondo in fondo non vi è mai piaciuta? Quest'anno spero di organizzare con la collaborazione di Iaia e forse anche delle Les Moustaches, un altro swap party, come quello autunnale. Lo spazio che abbiamo a disposizione non è grandissimo, quindi se qualche genovese è interessata mi scriva su facebook perché dobbiamo capire quanti siamo.

giovedì 26 aprile 2012

Woman in beige

Vi è mai capitato di notare una donna con il look sempre curato e impeccabile, sobria ma elegante e adatta ad ogni occasione? Magari non si interessa tanto di moda e non segue le tendenze del momento ma trasmette sicurezza e aplomb anche se la incontrate in ascensore mentre porta fuori il cane.




Molto spesso il segreto è semplice e sotto gli occhi di tutti: il beige.

Ci sono donne infatti che hanno imparato fin da piccole, da una mamma o una nonna che il beige è il colore più facile per un look da signora. Certo è necessario trovare la nuance che doni, e non avere un fisico molto formoso, che poco si adatta a un total look beige.





Lo sforzo che fanno per essere sempre eleganti è minimo. Hanno pochi capi, di qualità medio alta, ed aggiungono un po' di bianco e solo alcuni tocchi di nero o di marrone. Sono diventate brave ad accostare i vari toni di beige di modo che il look non sia troppo monotono, ma prediligono modelli semplici e rigorosi.



Copiare questo stile sembra semplice ma nasconde qualche insidia.
Per prima cosa infatti va copiato in toto, non solo per certe occasioni e presto risulterà stretto a chi si interessa di moda o a chi ama i colori. Si accompagna meglio a chi ha un carattere pacato e ha superato la trentina, anche se le daughter in beige (figlie delle women in beige) cominciano prima. È molto adatto a chi non si interessa dell'ultima tendenza né ha spiccate preferenze ma necessità di un abbigliamento quotidiano molto curato per via del lavoro e non ha voglia di investire troppo tempo in esso. È necessario inoltre essere per natura molto precise perché tali capi devono essere ben stirati e in ordine.



Non è molto facile da copiare perché più che è uno stile è un'attitudine, ma può essere la risposta per chi sta cercando uno look eterno ed etereo.

martedì 24 aprile 2012

Girl Friends

Un titolo di un libro che ho letto da adolescente mi ritorna spesso in mente: "Sei la mia migliore amica ma ti odio." Non ricordo nemmeno la trama del libro, ma racchiude il concetto di quanto sia difficile trovare una buona amica, una che ti capisce e sa starti vicino.
C'è chi è abbastanza fortunata e fa amicizia facilmente, chi si lascia andare alle confidenze solo dopo tanto tempo, ma in fondo siamo tutte alla ricerca di buone amiche quanto dell'uomo perfetto o del peso ideale. Il bello che con le amiche non si deve scegliere, si può averne più di una e le cose migliorano se esse si conoscono e stanno bene tra di loro.
Si pensa che una buona amica debba avere i tuoi stessi interessi, sia necessario confidarsi tutto o vedersi spesso, io in realtà penso che l'amica vera sia quella che sa starti accanto nei momenti difficili e essere felice per te in quelli belli.
Che ti abbracci perché sei stata abbandonata con la cistite in un parcheggio della Alamo di Los Angels, o che ti lasci piangere sulla sua spalla quando sono mesi che non riesci a farlo anche se sei disperata. Può passare la notte a casa tua perché sa che ti da fastidio dormire da sola, o aprirti gli occhi chiedendoti perché piangi, se del ragazzo che ti fa soffrire non sei innamorata, o anche raccontarti un dettaglio privato, mentre state guardando dei vestiti, non sapendo quanto ti faccia sentire bene e normale.



Il rischio con le amiche è che le cose possono finire, e anche molto male, esattamente come in una storia d'amore. Lei detiene i tuoi segreti e il tuo affetto e saprà dove ferirti se vorrà, ma forse anche questo non importa perché le persone cambiano ed è giusto lasciarle cambiare e lasciarle andare, l'importante è aver vissuto e conservare la memoria di tutti quei momenti, e sperare di incontrare ancora persone speciali con cui condividere.


Io ho la fortuna di aver sempre avuto molte amiche, alcune sono passate ed andate via, altre sono tornate dopo giri immensi, altre quatte quatte sono diventate come delle sorelle. Le mie regole con le amiche sono semplici: dire le cose in faccia (talvolta mi devo sforzare perché ho sempre paura della reazione), perdonare (in questo non sono bravissima). Loro di me devono sopportare un mio grande difetto: interrompo le persone mentre si chiacchiera, questo perchè il mio cervello gira a mille e mi vengono tante idee e spunti di conversazione, ma so che non è una scusa. Per gestire questo mio difetto le esorto a interrompermi a loro volta o stopparmi con un: "No lasciami finire!" che apprezzo molto. L'apoteosi dell'interruzione la raggiungo con una mia amica, con la quale ci interrompiamo a vicenda in continuazione portando avanti due discorsi paralleli e riuscendo anche a seguirli entrambi ed ascoltarci.


A tutte le mie amiche, recenti o d'infanzia, vicine o lontane un grande abbraccio perché ogni momento della nostra amicizia ne è valsa la pena, anche con quelle con cui è finita. Scusatemi se sono criptica, ma ogni tanto è bello mettere qualcosa di me in questo blog semi-modaiolo.

lunedì 23 aprile 2012

Sommersa dalle mail

Pubblico questo post per aggiornarvi sulla situazione mail di consigli e spero, tranquillizzarvi.



Quando ho iniziato a dare consigli personalizzati via mail più o meno un anno fa (le prime sono state Sara e Michela) mi ero accorta che rispondere alle domande personali e ai consigli attraverso i commenti era troppo riduttivo. In quel periodo il lavoro mi garantiva molto tempo libero (in cambio di stipendio da fame e assenza di mansioni istruttive), quindi potevo dedicarmi molto alle mail, inoltre per i primi sei mesi arrivavano più o meno 2 o 3 mail a settimana quindi erano facilmente gestibili.
Proprio quando stavo per cambiare lavoro invece il traffico si è impennato, con mia somma gioia ma anche preoccupazione di non riuscire a rispondere con tempistiche decenti. Il nuovo lavoro purtroppo non mi lascia il tempo libero di prima, per non far soffrire troppo il blog gli dedico il weekend e i miei tragitti in autobus (i post migliori sono scritti con il t9 Nokia mentre attraverso Genova la mattina presto), quindi le mail sono quelle che ne hanno risentito di più.


In questo momento per esempio ho ancora circa 50 mail a cui rispondere, alcune degli inizi di febbraio.
Come ho già scritto nella pagina consigli non ho nessuna intenzione di interrompere questo servizio e a ognuna assicuro che la risposta arriverà prima o poi.
Rispondere alle vostre mail infatti la considero l'altra metà di quello che faccio per il blog e mi aiuta a rendere il blog più vicino alle vostre ergenze. Per esempio, quando mi accorgo che più e-mail o commenti mi pongono le stesse domande creò un post che risponde a tutte, sono nati così: cambio look, cosce a mela o a pera, esercizio di autostima, e tanti altri.


Cerco di rispettare la coda cronologica tranne in qualche caso particolare, quando c'è un matrimonio incombente per esempio o quando la richiesta è molto breve. Non perdo l'occasione per ricordarvi che più le mail sono lunghe e illustrate le vostre difficoltà e i vostri dubbi dettagliatamente più è facile per me darvi risposte utili e complete.

giovedì 19 aprile 2012

Il vestito è sbagliato!

Happy Birthday Paperblog

"Appena l'ho visto sul sito di Zara ho pensato che doveva essere mio. Quello lì, quello al centro, quello giallo. Magari non giallo, pare che ci sia anche in altri colori, magari c'è anche fucsia, o azzurro. Non è nemmeno tanto corto. Potrei portarmelo in vacanza quest'estate, sai che figurone farei in discoteca con scarpe e borsa nera? Devo averlo io, prima che lo comprino anche le mie amiche, appena esce. Non vedo l'ora che faccia caldo per metterlo, perchè già a marzo escono le cose estive, così fino a giugno resterà nell'armadio? Sono passata l'altro giorno davanti al negozio, ma stavano ancora allestendo, per fortuna lavoro vicino."

"Eccolo, finalmente è tra le mie mani! Sii, c'è fucsia e anche arancione. Beh tra i tre il fucsia vince sempre, non c'è gara. Che taglia prendo? Per fortuna sono dimagrita ancora un po'. Potrei prendere la 42, tanto lo metterò tra due mesi, e continuerò la dieta, magari tra due mesi potrei aver perso altri 3 chili. Quasi rimpiango che non sia più corto. Va beh, prendo la 42 fucsia e la 44 arancione, poi se mi va bene la 44 chiedo alla commessa se c'è anche fucsia, sperando non mi risponda come al solito che è tutto esposto."

"Che brava che sono stata a venire prima dell'1, così i camerini sono tutti vuoti, posso scegliere quello più grande e con tanti appendini. Peccato che indosso le ballerine e non i tacchi. Cominciamo con la 42 fucsia siamo ottimisti. Ok, non eccessivamente ottimisti, la infilo da sopra e non da sotto... ....
... ma cavoli, eppure sono dimagrita tanto, ormai dei pantaloni della Benetton porto la 42 ma il vestito non mi scende. Perchè? Sul seno va quasi bene, anzi in vita mi ballonzola un po', ma non riesco a farlo scendere sotto le anche. Ho paura di strapparlo. Ha questa sotto gonna poi che si arriccia. Uffa!! Va beh dai non perdiamoci d'animo, c'è ancora la 44 da provare, magari le taglie di Benetton sono sbagliate. Meno male che sono da sola, non avrei avuto il coraggio di farmi vedere dalle amiche in questo stato, ho detto così spesso che la dieta ha funzionato che avrebbero riso di me. Però uffa ci tenevo a vedere come mi stava fucsia. Sono così pallida l'arancione mi sbatterà un sacco... ...
... no non ci credo, mi viene da piangere. Non è possibile che nemmeno la 44 vada bene. Ok riesco a tirarla giù, ma sui fianchi tira tutta e sul seno invece è larga. Ma perchè non ho almeno una terza, così l'avrei riempito. Ci sono le balze che non stanno più oblique, penzolano senza senso. Ecco è sempre colpa del mio culone che rovina tutti gli abiti, se lo avessi come quello delle mie compagne di classe starei benissimo. Ma perchè... mi piaceva così tanto... Magari se dimagrisco ancora poi mi sta bene, magari potrei metterci un reggiseno super imbottito, come quello imbottito all'olio che avevo comprato a 18 anni, ora intimissimi pubblicizza quello che ti regala una taglia. Però se torno tra due mesi anche se sono dimagrita non trovo più la taglia. Cosa faccio? Potrei comprarlo lo stesso e intanto dimagrire, anzi sarà un motivo in più per farlo. Uno sprone. Però non è che costi poco. E dietro tira proprio, non ci sono nemmeno le balze a nasconderlo. Ok ok ho deciso, lo compro, taglia 44 fucsia, ora cerco la commessa!"

"E questo? E' il vestito fucsia comprato da Zara, ha ancora il cartellino attaccato, mai messo. E pensare che quei tre chili poi li ho persi, ma lui non ne ha voluto sapere di cadere come nella foto, quasi fosse dotato di una volontà propria. Tirava un po' meno è vero, ma in vita era un disastro e le balze peggioravano tutto. Sarà tre anni che è lì, e piano piano dalla cima dell'armadio dove mi faceva da sprone ha guadagnato il fondo. Potrei darlo a quella collega così magra che sembra un bacco vestito, magari a lei sta. Non ne posso più di vederlo, mi fa venire il nervoso. Tutti quei soldi buttati, e pensare quanto mi piaceva."

"Non ho mica fatto bene a regalarglielo, ora se lo mette per venire in ufficio e le sta d'incanto, tutto quello che non faceva a me. E io continuo a rodere. Tutta colpa del mio sedere e dei miei fianchi, rovinano ogni linea e non posso mai mettere quello che voglio. Ma cosa ci posso fare? Più che andare a correre due volte a settimana, c'è chi ha fatto la liposuzione, ma costa così tanto!"

Non è il tuo corpo ad essere sbagliato, è il vestito!!


Ho inventato questa storia per rendere chiaro questo messaggio. Spesso si pensa che i vestiti ci stiano male perchè siamo grasse, o abbiamo troppo seno, o i polpacci siano troppo sottili. Si pensa che basterebbe dimagrire, o modificare il nostro corpo per far si che magicamente ogni  capo cada alla perfezione, come alle modelle. Non è così. Bisogna scegliere i modelli che valorizzano e vanno d'accordo con il nostro corpo, non il contrario. In fondo i vestiti sono solo pezzi di stoffa cuciti insieme, se non vanno bene dovremmo poter tirare un filo e fare tutto da capo. Un tempo c'erano le sarte che cucivano gli abiti addosso alle persone, e forse anche per questo le donne avevano molti meno complessi. Adesso ci sono tante taglie standardizzate, create per andare bene su una donna media. La donna media non esiste, così dobbiamo essere noi a scegliere il modello che si adatta meglio alla nostra forma. Non cercare di entrare a tutti i costi in uno che non fa per noi. Quando mi capita di portare in camerino un vestito e scoprire che mi sta malissimo, la prendo con filosofia ed esclamo "O che noia, hanno fatto un altro abito per chi è senza curve" oppure "Eh, no tu non mi sei amico, andiamo a cercare qualcosa che renda giustizia al mio lato B".

Il famoso vestito fucsia aveva davvero fatto colpo su di me quest'anno, guardandolo sul sito, mi era sembrato più avvitato e più a trapezio. Eh si sbaglio ancora anche io. Ma appena l'ho provato ho esclamato:"Ma è un fake, non è a trapezio per niente. Un altro abito a tubo, togliamolo immediatamente" Per inventare questa storia invece mi è bastato immaginare che al posto della me di oggi, consapevole del suo corpo, ci fosse stata la me di 10 anni fa, ancora inconsapevole che essendo nata a Pera era necessario scartare certi vestiti. Forse non l'avrei comprato (mia madre me l'avrebbe impedito), ma la mia reazione sarebbe stata sicuramente quella. Rabbia verso il mio corpo, mentre avrei dovuto indirizzarla verso il vestito.

Ripubblico questo post per festeggiare il compleanno di Paperblog, perchè credo che sia uno dei più importanti nel quale si racchiude tutto quello che spero di comunicare con questo blog.

Effetti ottici: abbottonare il cardigan

Mea culpa, ho trascurato per molto tempo gli effetti ottici, semplicemente perché attendevo i disegni che sono fondamentali, ed ora che la nostra disegnatrice Chichi è più o meno uscita da un'altra sessione di esami possiamo sfruttare di nuovo la sua passione!
Qualcuna di voi magari conosce già questo trucco o effetto ottico, ma cerchiamo di approfondirlo e renderlo chiaro a tutte.

Il cardigan è un potente alleato per donne di qualunque forma. A seconda di come viene abbottonato varia molto l'effetto ottico che si ha sul punto vita.


Il modo migliore per sottolineare una vita stretta o creare l'illusione di un punto vita quando non c'è, è abbottonare il cardigan solo sul punto vita, per al massimo 3 bottoni (dipende dalla distanza tra essi ovviamente) lasciandolo aperto sia sopra che sotto. Per creare un'illusione più marcata meglio se il cardigan è di un colore scuro. In questo modo si creano due V che si aprono sulle anche e sulle spalle  restringendo la vita.




Ovviamente a seconda della forma del corpo e della lunghezza del cardigan ci sono notevoli differenze, per questo motivo vanno analizzate le forme del corpo una per una.

Donna a Pera: per prima cosa bisogna ricordare che nessuna donna a pera dovrebbe indossare un cardigan oltre le anche abbottonandolo fino in fondo, questo perché il modello che le sta giusto su spalle vita e seno le sarà piccolo dalle anche in giù. Per questo motivo è importante che se indossa cardigan più lunghi li abbottoni solo in vita. È altrettanto importante che la V si crei anche sopra di modo che il torace e le spalle sembrino ampliate per non creare sproporzioni. Questo modo di indossare il cardigan esalta e sottolinea la caratteristica della pera, la vita stretta.



Donna a triangolo invertito: nel caso di questa forma invece è molto importante correggere l'effetto ottico che andrebbe a accentuare la sua proporzione. Il cardigan, corto o luogo che sia dovrebbe essere lasciato aperto solo sotto, di modo che sia presente la V che allarga i fianchi ma non quella che amplia il torace già largo. Consiglio di abbottonare il cardigan dalla vita alla cima lasciando sbottonato solo gli ultimi due bottoni in alto, la v sarà sufficiente a minimizzare il seno ma non amplierà le spalle.



Donna a Rettangolo: per donne con questa forma è concesso il cardigan chiuso fino in fondo, anche se luogo, l'abbottonatura stringi vita può essere utilizzata ma con modelli leggermente fascianti.



Donna a Clessidra: come la donna a pera, la donna a clessidra non dovrebbe indossare cardigan più lunghi delle anche abbottonati fino in fondo. L'abbottonatura dell'effetto ottico è caldamente consigliata perché accompagna la forma del corpo e le sue curve.



Donna a Mela: per le mele questo trucco è molto importante e va usato con tutti i cardigan e per tutte le variazioni della forma del corpo. Crea l'illusione di un punto vita, e rende la figura più sinuosa, in più se il cardigan è nero minimizza notevolmente la pancia. Il cardigan non deve essere troppo fasciante soprattutto dal seno in giù.


mercoledì 18 aprile 2012

Accessori: istruzioni per l'uso

Il mondo della moda ci ripete in continuazione che gli assessori sono importanti, che possono essere l'elemento che ci caratterizza e che per questo motivo sono un campo in cui dovremmo investire. Io non mi intendo molto di finanza, ma in questo momento preferirei investire in un box che nell'ultima borsa di moda, credo che le quotazioni di quest'ultima non siano poi tanto in salita. Ovviamente a meno che voi non siate la nuova Jane Birkin.
Nonostante tutto questo parlare di accessori non mi sembra di aver trovato in giro istruzioni su come utilizzarli, tuttalpiù qualche vecchia credenza che borsa e scarpe vadano accoppiate.


Per cominciare però definiamo cosa sono gli accessori: sono quella parte del guardaroba che completa la mise ma senza coprire troppo il corpo e quasi sempre senza essere fondamentali (a parte le scarpe).
Tra gli accessori vi sono:
  • scarpe, 
  • borse, 
  • cinture, 
  • foulard, 
  • sciarpe, 
  • cappelli, 
  • guanti, 
  • cerchietti, fermagli e ogni utensile per capelli,
  • collane, orecchini, braccialetti, anelli e orologi.
  • occhiali sia da sole che da vista

La prima regola importante è che gli accessori non vanno messi tutti assieme, è sconsigliato infatti caricarsi con essi per non appesantire la figura. Certo chi è più esile e potrà indossare qualcuno di più rispetto a chi è formosa, ma senz'altro non è il caso di caricarsi con un esemplare di ogni categoria. Persino la vostra mise più sobria non necessita di così tanto ornamento.


Una volta che avete deciso cosa indossare non è nemmeno necessario che siano tutti accoppiati tra loro. Meglio accoppiarne due, tre o quattro (a seconda delle dimensioni) con medesimo colore o fantasia, soprattutto se di un colore accesso, se invece avete scelto per gli accessori un colore base esso può contagiarli tutti.


Un'altro passo importante, sempre procedendo per gradi, è decidere se indossare accessori sobri o appariscenti.
  • Un accessorio si definisce sobrio se come colore e modello non attira l'attenzione, un bauletto nero, una décolleté beige, una sciarpa color panna, un paio di orecchini di perle fanno parte degli accessori sobri. Questa categoria si può indossare sia con le mise più semplici e monocolori, sia con i capi un po' più stravaganti.
  • Un accessorio è appariscente quando il colore, il modello o la stoffa fanno si che spicchi, e talvolta segue anche una moda del momento. Tali accessori per la loro principiale caratteristica si abbinano meglio a mise semplici e dalle linee pulite riuscendo così a movimentarle con poco. Tra essi portiamo ad esempio un foulard di hermes, una borsa di Cocco rossa, una collana con grosse pietre acqua marina.


E' importante infatti che accessori e abiti non cerchino di rubarsi la scena a vicenda. Forse vi siete abituate a vedere vestiti di lamè dorati appaiati a borsa color petrolio e sandali pitonati viola, ma questo non è certo un abbigliamento che una principiante può ricreare da sola, ne adatto a una qualunque occasione a cui noi donne comuni possiamo partecipare... tranne forse carnevale.


Un'altra cosa da tener presente per gli accessori è la stagionalità. Infatti gli accessori possono appartenere alle categorie, invernali, estivi e da mezza stagione. Indossarne uno prettamente estivo su un abbigliamento invernale può suonare di più che indossare l'abitino estivo rosa pesca anche quando fanno 5 gradi. Pensate al pessimo effetto di indossare una borsa di tela con un paio di scarpe di vernice scure e una sciarpa di lana.

  • Cappelli sciarpe e guanti di lana sono ovviamente prettamente invernali, sciarpe di lino o pashmine invece possono essere usate anche nelle altre stagioni. 
  • Le scarpe di velluto meglio riservarle ad autunno e inverno a meno che non siano di un colore chiaro. Tessuti come la vernice non sono molto estivi a meno che non siano anche loro smorzati da un tono chiaro, al contrario borse e scarpe di tela saranno più appropriate nella stagione calda.
  • Le scarpe aperte sono prettamente estive, ma un sandalo argentato sotto un tubino nero in una fredda serata d'inverno non stona, anche se l'effetto piede congelato si.
  • Le ballerine sono più primaverili e autunnali, ma nulla vi vieta di indossarle anche quando fa più freddo, salvo un po' di limitazione nell'abbinamento delle calze.
  • Gli stivali invece non sono estivi per una questione molto pratica, il piede suda. Quindi anche se ora si vendono stivali "estivi" vi consiglio di evitare di far fare la sauna ai vostri piedi.

martedì 17 aprile 2012

Esercizio di autostima

Possiamo avere più familiare il concetto delle forme del corpo, e riconoscere che non dovremmo desiderare un corpo diverso dal nostro, ma questo può non avvicinarci alla accettazione di noi stessi e ad amare il nostro corpo per come è.



Magari continuiamo a desiderare un corpo magro e ossuto, una bacino piccolo e poco formoso, un seno più grande, o al contrario più piccolo. Sotto sotto continuiamo ad odiare la nostra pancia sporgente, le gambe tonde e mollicce. E può sorgere spontanea la domanda: "Perché non posso avere un fisico a cui stanno bene tutti i vestiti? Perché devo avere delle limitazioni?" Eh si lo so che questo è il primo pensiero quando vi consiglio di scartare un capo che non vi dona, "Io voglio tutto, perché sono costretta a scegliere?"
Ed ecco la mia risposta: Perché un fisico a cui sta bene tutto non esiste! Credete forse che chi è alta magra e poco formosa stia bene con ogni tipo di vestito? E invece un vestito avvitato e svasato non le donerà tanto a me che lo sostengo con il mio lato B ben sporgente. Credete che al modello di donna magra ma formosa tutti i capi donino? Provate a metterle un abito dritto che non sottolinea la vita e sembrerà un barilotto.
Le donne belle sono quelle che hanno trovato gli abiti che li valorizzano, o qualcuno li ha trovati per loro.


Se ancora non mi credete, o meglio mi credete ma non riuscite poi a sentirvi meglio guardandovi allo specchio vi propongo un esercizio di autostima che vi aiuterà a guardarvi con occhi diversi.
  • Prendetevi un'ora libera e recatevi in un negozio che abbia a disposizione vari modelli di abiti.
  • Se potete scegliete un giorno e un'ora non troppo affollati.
  • Pettinatevi e truccatevi decentemente, basta che il vostro aspetto sia ordinato e piacevole.
  • Dovete essere da sole, un'amica vi influenzerebbe ed è il vostro giudizio che conta.
  • Ora scegliete un abito che valorizza a pieno la vostra forma del corpo, pescatelo tra quelli che sono consigliati per le forme del corpo.
  • Prendete un paio di scarpe con il tacco, più alte sono meglio è tanto non dovete comprarle.
  • Indossate il tutto con calma nel camerino e poi osservatevi con calma, uscite dal camerino e allontanatevi dallo specchio. È importante anche la postura, bacino retro-verso e torace aperto (più comunemente detto: pancia in dentro, petto in fuori detto).
  • E ora guardatevi davvero, non come se foste voi, ma come se foste una che vi passa davanti e non conoscete.





Se questo è l'effetto che può fare su di voi un vestito pensato apposta per il proprio fisico perché desiderarne un altro?

Potete ancora lamentarvi del fatto che cercare modelli che donano alla vostra forma è difficile se non sono di moda, ma quanto è frustrante e faticoso tentare di cambiare il nostro corpo, con dieta e attività fisica, per non parlare della tristezza che ciò si porta dietro. Per cosa poi? Se domani mi svegliarsi nel corpo di una rettangolo alta 1.75 sarei più felice? Avrei meno problemi al lavoro? Il mio ragazzo mi vorrebbe più bene? Non credo, l'unica cosa che cambierebbe è che potrei mettermi gli skinny e gli abiti a tunica, rinunciando però a quelli anni 50, beh non mi sembra poi questa svolta.