giovedì 29 marzo 2012

Personalizzare la divisa da lavoro

Qualcuno lo può trovare pratico, ma anche per le più sobrie a lungo andare stanca. Stiamo parlando di quando il dress code al lavoro è imposto ed è uguale ogni santo giorno. Se la divisa da mettere in ufficio è omologata, molto spesso non varia tra tailleur gonna o pantalone, blu o nero, o al massimo pantaloni scuri e camicetta bianca.
Il lato positivo di un abbigliamento imposto, perché un lato positivo c'è sempre, è che non saremo tra le milioni di donne che svegliandosi non sanno cosa mettersi, o che pescano alla cieca dall'armadio con abbinamenti improbabili. Dall'altro fa sentire come a scuola quando c'era il grembiule o la divisa.


Per prima cosa se avete libertà di scegliere il modello del tailleur, puntate su qualcosa di robusto, che vi duri nel tempo, che sia tagliato su di voi, e sia abbastanza semplice da tenere in ordine. Infatti indossandolo tutti i giorni, e avendo magari solo 1 o 2 cambi, è fondamentale che sia una stoffa che non patisce troppo le sgualciture.
Una volta sistemato il capo di ordinanza si può passare a curare il resto del look per non restare anonime.
Visto che la divisa è spesso di un colore sobrio, il modo migliore per personalizzarla è con il colore: può essere un colore pastello, o accesso, caldo o freddo a seconda del vostro umore della vostra personalità e dei colori che più vi donano e non deve essere un singolo colore. Vi consiglio di scartare i capi che sono dello stesso colore della divisa, peggio ancora se simili ma non dello stesso tono.

  • La prima cosa che ci può far sentire più carine sono le scarpe, quindi se non fanno parte anche quelle della divisa, sceglietele carine e colorate, anche un paio di ballerine rosa vanno bene, o un paio di stivaletti color cuoio. Il tacco molto alto può non essere un'ottima scelta, oltre che per la scarsa praticità, anche perché rende il tutto ancor più elegante e rigoroso, meglio un tacco a cono e non oltre i 7 cm.


  • Il secondo capo che ci viene in aiuto e che può essere abbinato alle scarpe è la cintura. Attenzione, evitare le cinture alte e legate in vita così come le fusciacche, meglio una cintura sottile che sta nei passanti. Se la vostra giacca è corta o non dovete portarla potete anche utilizzare un foulard al posto della cintura, annodato su un lato con un fiocco o con le due parti che pendono lungo il fianco. Questo accorgimento è sconsigliato per i fianchi molto formosi.

  • Il sotto giacca, se anche questo non fa parte della divisa, deve avere una notevole importanza, maggiore se il colore della giacca non è tra quelli che più vi donano. Che si tratti di una camicetta, una blusa o una t-shirt o un top, fate in modo che ne spunti una parte considerevole dallo scollo della giacca, pur lasciando libero il collo. Anche in questo caso meglio lasciare a casa il bianco concentrandosi sui colori: benvenuti colletti ampi o particolari, ricami e anche morbidi fiocchi che pendono fuori dalla giacca. Molto indicati tutti i materiali più eleganti, come la seta in tutte le sue variazioni. Fare attenzione a scegliere modelli sempre relativamente morbidi dato che già la giacca scura andrà a indurire un pochino la figura, rendendola più rigorosa.

  • Le collane sono perfette per ravvivare il look anche dove la divisa lascia poco spazio all'improvvisazione, ma sono da scartare se avete già impreziosito il look con un collo abbondante o un top con applicazioni. Anche in questo caso scegliete modelli colorati, e particolari, meglio se di bigiotteria, e si possono abbinare a cintura o scarpe. Meglio i modelli relativamente corti perché non si ingarbugliano con la giacca creando disordine, consentiti quelli più lunghi del seno solo se la giacca è senza bottoni e molto sottile, o se non è prevista nell'uniforme. Le collane sono perfette anche se il vostro look da lavoro prevede una t-shirt bianca anonima o con il logo della ditta.


  • Se non vi piacciono le collane si può fare la stessa cosa con gli orecchini, ma in questo caso vanno scartati quelli più lunghi, o che fanno allungare i lobi. Non devono superare un terzo del collo e nemmeno essere molto larghi, se portate gli occhiali meglio ripiegare su quelli non pendenti anche se sempre colorati per evitare di avere un aspetto disordinato.


  • Se i gioielli non fanno per voi potete movimentare il collo con un foulard, ma in questo caso evitate di legarlo stretto e laterale perché vi farà sembrare ancora più in divisa. Meglio allora una sciarpa corta, magari in lino, i cui lembi però vanno fatti sparire dentro la giacca.

  • Il cerchietto è un po' demodè anche se ci ha pensato Blair (Gossip Girl) a farlo tornare di moda, ma che comunque l'ha rimesso nel cassetto dopo il liceo. Un cerchietto semplice ma colorato può in ogni caso essere utile, ma lasciate perline fiocchi e strass a chi è ancora alle medie.
  • Oltre al cerchietto mollette, elastici e fermagli possono servire allo scopo, ma il look troppo infantile è sempre in agguato. Meglio allora ripiegare su pettinature più particolari.


  • Il trucco è altrettanto importante. Se il lavoro prevede la divisa difficilmente vedranno di buon occhio uno smokey viola, ma potete limitarvi a utilizzare rossetti e contornare gli occhi con matite colorate. Stesso discorso per le mani, ottimo lo smalto, ma lasciate perdere i colori freddi e scuri così come le unghie lunghissime e ricoperte di strass.


  • Potete usare un paio di questi trucchi, ma di certo non tutti assieme, io ne ho raggruppati molti perché non tutte avranno le stesse libertà.



Lo stesso tipo di abbigliamento può essere utilizzato anche da chi non è obbligato a una divisa lavorativa ma preferisce per praticità indossare tailleur piuttosto simili tra loro per lavoro e vuole movimentarli con poco sforzo.

mercoledì 28 marzo 2012

I must have non esistono

Vi ho già detto, credo più di una volta, che io non credo nei must have. Forse però non vi ho spiegato perché non ci credo e quanto anche solo l'idea mi innervosisca.


Il concetto di must have di per se è stato creato per attirare l'attenzione su un capo o una particolare tendenza, esempio: "Must have della primavera: un abito di pizzo color pastello". Se al posto di must have fosse stata usata un'altra parola non ci troverei niente da ridire, ma è il concetto devi avere che mi urta un po'.


Spesso poi sono indicati come must have capi specifici e ovviamente costosi: "Must have per il prossimo inverno: la borsa di celine da 1250 euro(almeno questa è bella)". Come a sottintendere che se non ce l'hai sei una sfigata e che se risparmierai sulla spesa mangiando scatolette di tonno per 6 mesi, una volta comprata tutti i tuoi problemi di look spariranno e ti basterà indossarla sulla tuta e ti trasformerai in Cenerentola pronta per il ballo!


Ma quello che più mi infastidisce è quando il concetto di must have viene applicato in maniera più ampia al guardaroba di ogni donna. "I 10/20 must have che ogni donna deve possedere". Come se ogni donna a prescindere da taglia, forma del corpo, altezza, età ed abitudini di vita dovesse vestirsi con gli stessi capi base. Mi sembra un concetto talmente restrittivo e limitato. No non limitante per noi nel numero di capi, limitato è chi non pensa che le donne possono essere diverse tra loro e trascurare benissimo i capi che qualcuno indica come must have.

Una donna può vivere senza trench, d'altra parte non scalda nemmeno quindi una donna pratica e che non si interessa di moda perché dovrebbe comprarlo?
Una donna può vivere senza jeans, io stessa lo sto più o meno facendo da 4 anni, ma anche chi al lavoro è costretto a indossare una divisa e nel weekend preferisce sfogarsi con gonne e vestitini.
Una donna può vivere senza tubino nero, e molte lo fanno visto che questo è un capo che sta bene a poche e spesso magre. Ci sono tanti abitini neri non a tubino su cui ripiegare.
Una donna può vivere senza gonna, e quante lo stanno già facendo? È solo un peccato se si è a pera o a clessidra.
Una donna può vivere senza tacchi. Con tutto quello che dobbiamo fare noi donne ci manca solo che ci impongano i tacchi, manco fossimo equilibristi al circo.
Una donna può vivere senza camicia da uomo, già ci tocca stirare le sue ci manca solo che ce le mettiamo. Infagottano il punto vita e solo nei film si riesce a sembrare sexy indossando solo quelle.
Una donna può vivere senza maglioncino o twin set di cachemire. Con la crisi ci manca solo che ci mettiamo a risparmiare per il cachemire, che per carità scalda e dura ma ha bisogno di tanta cura quanto un cucciolo di maltese, che però ci da più affetto.


Scommetto che pochissime donne hanno tutti questi capi nell'armadio e quelle che ce li hanno sono magre o delle rettangolo. L'importante non è avere il must have imposto da altri, ma trovare il vostro holy grail con il quale essere fantastiche, che sia un modello d'abito, una gonna, o un paio di scarpe non importa.

martedì 27 marzo 2012

Bambini vestiti da adulti

Quando ero bambina mia mamma mi vestiva con fuseaux e camicette con il colletto ricamato. Io non davo molta importanza agli abiti, e non ne ricordo molti, tranne qualche abito un po' svasato.


I vestiti da bambini non esistono più. Me n'ero già accorta, ma senza interessarmene molto, non ho figli o nipoti, solo un cuginetto che ha fatto da poco 13 anni e non vive nella mia città. Così non mi ero resa conto che i bambini ora vengono vestiti come piccoli adulti, leggings, mini gonne, mini abiti. Non voglio soffermarmi su quanto questo sia sbagliato, ma analizzare un lato della cosa di cui non si è ancora parlato.



Tali modelli per piccole adulte sono dritti, esse non hanno seno, non hanno punto vita, non hanno fianchi, e quindi si vestono delle mini rettangolo e tali modelli calzano più o meno a tutte perché se si ingrassa si diventa delle mini mele.
Lo vedete il problema? Il grosso problema che farà sentire ogni bambina sbagliata prima ancora di essere consapevole di avere un corpo?



A un certo punto la bambina inizia a diventare un'adolescente. Spunta un po' di seno, si allargano i fianchi, la vera forma che essa avrà da adulta fa capolino.
E cosa succede? I modelli da rettangolina che ha sempre portato non le vanno più, si è osservata a lungo allo specchio con quei vestiti e si è trovata carina. Ora se non vanno più bene che vuol dire? Che è grassa? Si è osservata nella sua forma rettangolina e ora vede quelle curve che non le appartengono. Ecco come far venire dei traumi del tutto ingiustificati. Certo che poi odierà le sue curve.



Subisce lo stesso "trauma" di una donna adulta che è sempre stata magra e che per problemi di salute o ormonali si ritrova addosso 15 chili di più che non sente suoi. Abituata a pesare 55 chili, 70 le sembrano un abominio e il corpo non è più il suo e non sa come vestirlo. Ma è adulta, ha un bagaglio di esperienze e anche sofferenze che possono aiutarla a superare il momento, e magari ha anche già capito che poi in fondo il corpo non è tutto.
La nostra piccola ex rettangolina invece è senza difese, in un'età dove tutto è un dramma, frequenta la scuola dove, si sa, i bambini sono più crudeli degli adulti. E basta una parola sbagliata per sentirsi uno scherzo della natura.


La soluzione ovviamente non c'è, a meno che non si ricominci tutti insieme a vestire i bambini come tali, perché è una cosa che è difficile fare da soli visto che ogni bambina vorrà essere vestita come le compagne. Forse si potrebbe mitigare il tutto infagottandole un po', tanto per non farle concentrare troppo sull'assenza di curve della loro figura, e incoraggiare i comportamenti più da maschiaccio, o togliere qualche specchio.

lunedì 26 marzo 2012

Cargo pants vs pantaloni in lino

Questi due modelli nascono con una connotazione abbastanza sportiva ed estiva che può essere attenuata notevolmente.




Il pantalone cargo è caratterizzato dalle tasche sui lati delle ginocchia.






Il pantalone di lino prende ovviamente nome dal materiale leggero e robusto che lo compone.





Il pantalone cargo può avere vari tagli, nasce infatti largo e dritto ma è stato anche modificato per essere più simile a uno skinny. Di solito di color beige, marrone o verde militare, può avere anche altre tasche ed essere più o meno sportivo. Accostato con capi in seta o ricercati e ballerine o tacchi può essere indossato anche per non andare per funghi. A seconda che sia più o meno aderente dona a diverse forme di donna, ma il volume creato dalle tesche favorisce comunque le cosce più sottili.






I pantaloni in lino sono un'indumento molto adatto per l'estate per via della freschezza del materiale. Il lino è un materiale assolutamente non elastico quindi i modelli non possono essere aderenti. La pesantezza del tessuto fa si che cadano dritti dalla parte più ampia della curva della natica, facendo si che il modello assomigli ai pantaloni a palazzo meno ampi. La quasi sempre presente coulisse in vita gli da un aspetto sportivo, accentuato se presente anche alla caviglia. Nonostante ciò tale modello si presta anche ad abbinamenti più eleganti, ma penalizza i fisici con lato b piatto e gamba molto ossuta.

giovedì 22 marzo 2012

Pantaloni da cavallerizza vs harem pants

Entrambi questi modelli sono caratterizzati da tessuto extra in corrispondenza dei fianchi.



I pantaloni da cavallerizza sono stati appositamente creati per cavalcare, molto spesso hanno anche toppe in pelle nell'interno coscia.

Pantaloni da cavallerizza 1940

Pantaloni da cavallerizza oggi

Pantaloni da cavallerizza oggi

Jodhpur

 Sotto la categoria harem pant ci sono diversi modelli che vengono dall'oriente, ampi e morbidi.










I pantaloni da cavallerizza originali, creati nel 1930, sono un modello molto particolare aderente dalla caviglia alla coscia e più ampio sui fianchi, questo per permettere di stare più comodi in sella e infilare i pantaloni negli stivali agevolmente. Solitamente di tessuto abbastanza sostenuto e un po' elastico sono stati pensati per questo specifico uso, ma sono stati introdotti anche nella moda di tutti i giorni. Il tessuto in più sui fianchi crea due alette che ovviamente allargano i fianchi e sformano il lato b. Chi risente di più di questo effetto sono i sederi piatti e magari contenuti che appaiono in questo modo flaccidi e più grandi.  Visto che recentemente si utilizzano tessuti elastici, i pantaloni da cavallerizza non presentano più queste alette laterali, restando dei semplici fuseaux con toppe interne in pelle. Il modello più simile agli originali pantaloni da cavallerizza è oggi il Jodhpur.


Gli harem pants sono stati importati piuttosto di recente nell'abbigliamento comune e presentano un grande pregio: sono comodi. Quando per descrivere un paio di pantaloni il primo aggettivo che vi viene in mente è comodi, beh il resto di solito non depone a loro favore. Tale modello infatti è dotato di cavallo basso, talvolta alle ginocchia o persino sotto, vita bassa, spesso sorretta da un elastico e possono terminare in diversi modi: il modello harem classico termina con un elastico sotto al ginocchio, quello sarouel prosegue dritto e aderente dal ginocchio alla caviglia. Di solito sono di tessuto sottile e molle che ricade facendo molte pieghe. Tutte queste pieghe vanno ad appesantire la figura nei suoi punti più critici, cosce e fianchi. A farne di più le spese è ovviamente il lato b, che sembra piatto e informe in qualunque modo sia fatto. Se volete nascondere totalmente le vostre gambe è molto meglio una gonna lunga(anch'essa non priva di insidie) di un paio di pantaloni di questo modello.

mercoledì 21 marzo 2012

Calze & Scarpe: Stivali

Gli stivali possono essere indossati con i pantaloni o con la gonna, e nei due casi le calze da accoppiargli cambiano.

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Nel primo caso è consigliabile abbinare un gambaletto, che non si veda e che può essere più o meno spesso a seconda delle esigenze; non mettere nulla è sconsigliabile, oltre all'eccessiva sudorazione del piede, la caviglia scorrerà peggio e renderà più difficile calzare lo stivale. Inoltre se intendete infilare i pantaloni a sigaretta dentro gli stivali, può essere furbo fasciarli prima dentro un gambaletto, di modo che non si stropiccino e non si infagottino troppo a livello del ginocchio.




Quando invece lo stivale è indossato con la gonna può essere portato con vari tipi di calze.
collant sono la scelta più ovvia, meglio colori scuri o comunque modelli spessi, una calza velata nera non è troppo indicata, ma l'abbinamento che stona di più è quello con la calza color carne, meglio allora portarlo a gamba nuda (con un gambaletto che non si veda). Oltre alle calze possono essere utilizzati i leggings, ma solo fasciando il piede in un calzino e essendo sicure di non doverveli togliere se non nella privacy della vostra stanza.
Le autoreggenti possono avere la stessa funzione dei collant, mentre le calze che non è buona norma indossare con gli stivali sono le parigine, questo perché facendolo si interromperebbe la gamba in più punti (dove finiscono gli stivali e all'orlo delle parigine) e il look pretty woman è abbastanza vicino!