Curata fuori, più felice dentro

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Abbiamo ampiamente detto che la bellezza non fa la felicità, ma sicuramente il nostro aspetto esteriore può influenzare il nostro umore. Non tanto il nostro aspetto in se, ma la cura del nostro aspetto.

Quante volte vi siete dette: "Oggi sono troppo triste/arrabbiata/depressa e mi sono messa la prima cosa che mi è capitata a tiro!" Per carità, se succede una volta ogni tanto, o anche più di un giorno alla settimana, se la frase insomma comincia con "oggi", va bene, capita a tutti. Il rischio però è di entrare in un circolo vizioso in cui ci si veste male perché non ci si piace e si è di malumore, quindi non ci si può piacere perché ci si sta vestendo male.
Badate bene, non sto tanto parlando di chi non si cura di ciò che si mette perché non le interessa. Sto parlando di quando siamo tristi e sguazziamo nella tristezza, noi donne siamo brave in questo non neghiamolo. Così se siamo ingrassate, se siamo in una fase davvero deludente della nostra vita, capita che il guardaroba segua a ruota e ci ritroviamo impantanate dentro un circolo vizioso. Perché se il periodo in cui si resta in questo stato è lungo diventa poi difficile uscirne, anche se lo si desidera.
Si inizia ad essere convinti infatti che per vestirsi bene, per curare l'aspetto esterno sia necessario prima sentirsi meglio, meno tristi, più a posto con se stessi. Ed eccolo l'altro circolo vizioso, una sorta di perfezionismo, se non mi sento bene, se non sento di essere a posto con le mie disavventure, non mi posso vestire bene.
Così tutto il lavoro interno che magari si sta facendo per uscire da un brutto periodo, andando in palestra, rispolverando vecchi hobby, curando la salute, persino vedendo una psicologa, non traspare. Non che sia importante che traspaia agli altri, sono convinta che conti solo quello che noi pensiamo di noi stessi a livello estetico (in positivo ovviamente), ma la nostra immagine nelle vetrine dei negozi, nello specchio dell'ascensore, e negli occhi degli altri la vediamo e se non è positiva continua a rimandarci giù.
Può nascere un pensiero abbastanza destabilizzante che ci impedisce di uscire da questo stato di apatia:"Tanto è inutile!" È inutile che io mi vesta bene, finché resto così grassa non sarà possibile migliorare, è inutile che io mi metta le scarpe che mi piacevano tanto, lui che me le ha regalate non mi vedrà.
Invece è estremamente utile perché lo si fa per se stessi. E andare in palestra o da uno psicologo è ben più faticoso e dispendioso che indossare un abito più carino e truccarsi.

Come spezzare il circolo vizioso? Iniziare dalle piccole cose, da un paio di orecchini, da una sciarpa colorata, un filo di rossetto. Non bisogna essere magre per vestirsi bene, ma sicuramente non bisogna esserlo per truccarsi o indossare un accessorio speciale. Basta davvero poco per far tornare la voglia di lasciar emergere il nostro buonumore, e un aspetto esteriore curato, una bella immagine di noi stessi allo specchio può illuminarci anche in giornate in cui siamo schizzate o estremamente tristi.



Laura lizabeth

L'alternativa è che da voi arrivi Alice a creare una filiale della Woman Express nella vostra città o no... Purtroppo Alice è solo la protagonista di un libro, quindi non mi resta che sperare che qualcuno prenda la idea della scrittice di Le bugie hanno le gambe lunghe e il tacco dieci, e la crei nella vostra città. In alternativa posso assicurare che la lettura del suddetto libro fa venire voglia di dedicare più tempo a se stessi, tra una risata e l'altra, oltre a raccontare una storia assolutamente irresistibile.

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