martedì 24 aprile 2012

Girl Friends

Un titolo di un libro che ho letto da adolescente mi ritorna spesso in mente: "Sei la mia migliore amica ma ti odio." Non ricordo nemmeno la trama del libro, ma racchiude il concetto di quanto sia difficile trovare una buona amica, una che ti capisce e sa starti vicino.
C'è chi è abbastanza fortunata e fa amicizia facilmente, chi si lascia andare alle confidenze solo dopo tanto tempo, ma in fondo siamo tutte alla ricerca di buone amiche quanto dell'uomo perfetto o del peso ideale. Il bello che con le amiche non si deve scegliere, si può averne più di una e le cose migliorano se esse si conoscono e stanno bene tra di loro.
Si pensa che una buona amica debba avere i tuoi stessi interessi, sia necessario confidarsi tutto o vedersi spesso, io in realtà penso che l'amica vera sia quella che sa starti accanto nei momenti difficili e essere felice per te in quelli belli.
Che ti abbracci perché sei stata abbandonata con la cistite in un parcheggio della Alamo di Los Angels, o che ti lasci piangere sulla sua spalla quando sono mesi che non riesci a farlo anche se sei disperata. Può passare la notte a casa tua perché sa che ti da fastidio dormire da sola, o aprirti gli occhi chiedendoti perché piangi, se del ragazzo che ti fa soffrire non sei innamorata, o anche raccontarti un dettaglio privato, mentre state guardando dei vestiti, non sapendo quanto ti faccia sentire bene e normale.



Il rischio con le amiche è che le cose possono finire, e anche molto male, esattamente come in una storia d'amore. Lei detiene i tuoi segreti e il tuo affetto e saprà dove ferirti se vorrà, ma forse anche questo non importa perché le persone cambiano ed è giusto lasciarle cambiare e lasciarle andare, l'importante è aver vissuto e conservare la memoria di tutti quei momenti, e sperare di incontrare ancora persone speciali con cui condividere.


Io ho la fortuna di aver sempre avuto molte amiche, alcune sono passate ed andate via, altre sono tornate dopo giri immensi, altre quatte quatte sono diventate come delle sorelle. Le mie regole con le amiche sono semplici: dire le cose in faccia (talvolta mi devo sforzare perché ho sempre paura della reazione), perdonare (in questo non sono bravissima). Loro di me devono sopportare un mio grande difetto: interrompo le persone mentre si chiacchiera, questo perchè il mio cervello gira a mille e mi vengono tante idee e spunti di conversazione, ma so che non è una scusa. Per gestire questo mio difetto le esorto a interrompermi a loro volta o stopparmi con un: "No lasciami finire!" che apprezzo molto. L'apoteosi dell'interruzione la raggiungo con una mia amica, con la quale ci interrompiamo a vicenda in continuazione portando avanti due discorsi paralleli e riuscendo anche a seguirli entrambi ed ascoltarci.


A tutte le mie amiche, recenti o d'infanzia, vicine o lontane un grande abbraccio perché ogni momento della nostra amicizia ne è valsa la pena, anche con quelle con cui è finita. Scusatemi se sono criptica, ma ogni tanto è bello mettere qualcosa di me in questo blog semi-modaiolo.

22 commenti:

  1. Ho avuto due amiche molto importanti, che subito dopo il mio matrimonio, mi hanno lasciata "con la cistite in un parcheggio della alamo di los angeles".. La fine è un po' controversa, ma credo che dipenda da entrambe le parti... Posso dirti che mi dispiace, perché per me erano davvero importanti, e oggi non ho un'amica come quella o quelle da te descritte, e questo mi manca, mi manca terribilmente..
    Chissà, magari un giorno....

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    1. Simpatiche quelle amiche, in quel parcheggio a me mi ci aveva lasciato un amico invece che conoscevo da 5 anni. L'importante è che tu ne trovi delle nuove, non come quelle, ma comunque persone che ti possano stare vicino.
      Vedrai che lasciandosi andare altre amiche verranno =)

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  2. Mi piace il tuo blog avrai una lettrice in più d'ora in avanti modello clessidra se ho capito bene dalle tue spiegazioni... Bello grazie.

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  3. Mi sa che quel parcheggio della Alamo di Los Angeles è piuttosto affollato, anch'io ci sono stata un bel po' di volte ;)!

    Io non ho mai avuto un'amica come quella che descrivi, forse perché mi sono sempre ritrovata a crescere, studiare e lavorare in ambienti tutti maschili, e la mancanza di occasioni (unita alla mia timidezza cronica) si è fatta sentire.
    Ogni tanto mi manca un po' quel "raccontarsi un dettaglio privato, mentre state guardando dei vestiti, non sapendo quanto ti faccia sentire bene e normale" (l'hai descritto benissimo), ma non dispero.
    Ho comunque la fortuna di avere un'amica speciale, il mio opposto in quasi tutto, con cui ci vediamo molto raramente ma sempre nei momenti davvero importanti, per me e per lei. È davvero una grande ricchezza.
    Ciao, grazie (anche) per questo post.

    erbaPersa

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    1. (Scusa, prima ho dimenticato di inserire il mio nome, oltre al nick: sono Paola.)

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  4. Ciao Anna, anche io "sono stata lasciata al famoso parcheggio" ma non con la cistite, io avevo tutte le ossa rotte e me le aveva rotte proprio lei... Lei che ho cosiderato la mia migliore amica per quasi 17 anni, eravamo vicine di casa e siamo nate con 6 giorni di distanza l'una dall'altra, quindi inevitabilmente siamo cresciute insieme, frequentato le scuole fino alle medie insieme e IO le ho dato tutto, l'ho sempre sostenuta nei momenti difficili, ho riso e pianto con lei, l'ho coperta con i suoi genitori prndendomi io le sgridate al suo posto, ma non mi pesava perchè credevo che ci legasse qualcosa di unico, invece non era così, il legame era a senso unico:lei non mi ha mai sostenuto, non mi ha mai offerto la sua spalla nei momenti di crisi, mi ha convinta che il mio corpo fosse sbagliato, che io avevo i fianchi larghi e quindi i vestiti non potevano starmi bene come stavano bene a lei, e quindi difficilmente avrei trovato un ragazzo( al contrario i ragazzi mi facevano complimenti sul mio fisico, ma io convinta da lei credevo mi prendessero in giro), ma io tutto questo non lo vedevo, ero una ragazzina di 15/16 anni e lei giocava sulla mia poca autostima che lei stessa aveva minato e trovavo dentro me ogni volta una giustificazione al suo comportamento, finchè ha fatto qualcosa che mi ha ferito in una maniera inimmaginabile e con il sostegno di altre amiche sono riuscita a tagliare i ponti con questa persona. Ad oggi rianalizzando i suoi comportamenti ho capito che mi ha sempre e solo usato, ma mi fa male ancora pensarci, adesso sono una persona diversa, ho 26 anni stò per laurearmi in medicina e sò che qualcosa valgo anche io, ma questa storia mi ha lasciato dei segni, il rapporto con i miei fianchi stà migliorando solo adesso e ogni volta che incontro persone nuove faccio fatica a fidarmi e non nego che ho il groppo in gola anche adesso. Grazie ancora una volta Anna, perchè io non riesco a parlare con tranquillità di questa storia neanche con il mio ragazzo o con mia sorella, ma scrivere sembra più semplice.. Scusate lo sfogo.. Lucia

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    1. Cara Lucia,
      il tuo sfogo mi ha fatto venire i lucciconi perchè purtroppo è capitato anche a me qualcosa di simile. Sono riuscita a superarlo quando ho capito che le persone che si comportano come la tua amica non lo fanno con cattiveria. Ho capito che sono persone con grossi problemi a livello affettivo e relazionale, molta insicurezza e nessuna capacità di immedesimazione, quindi il farti sentire in difetto con il tuo fisico, sparire quando tu ti lamentavi del suo comportamento fanno parte dell'incapacità di gestire un rapporto come si deve.
      Quando ho capito questa cosa ho sono stata anche in grado di perdonare le persone così, capendo che in parte le posso anche aver attirate io che ho molto da dare, e che persone così non trovano affetto da nessuna parte, in questo modo ora se mi trovo in una situazione simile la gestisco con più distacco e più benevolenza.
      Sono sicura che con la tua personalità altruista attirerai altre amiche che sapranno darti il sostegno che meriti!

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    2. Ciao Anna, credo che tu abbia colto in pieno la situazione tant'è vero che all'università ho fatto nuove ed importanti amicizie, e hai ragione anche quando dici che probabilmente è il nostro carattere ad attirare questo tipo di persone, io tendo ad essere sempre fin tropppo disponibile con le persone e così finisco per incontrare gente che ne approfitta, ma diciamo che dopo quella brutta esperienza ho sviluppato una specie di radar e capisco quasi subito quando è il caso di non fidarsi!!
      Per quanto riguarda il perdonarla, adesso posso farlo perchè sono una persona diversa, ho vissuto cose che mi hanno profondamente cambiata( senza entrare nei particolari diciamo solo che vivo e studio da un pò di anni a L'Aquila), ma il male che mi ha fatto non riesco a cancellarlo, ha condizionato la mia vita per troppo tempo, ho dovuto fare un enorme lavoro su me stessa per essere quella che sono oggi, ma forse alla fine di tutto va bene così perchè stò diventando la persona che voglio essere e forse questa storia mi ha fatto tirare fuori il carattere!!! Grazie mille Anna, i tuoi post sono magnifici... Lucia

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    3. Hai mai pensato che quello che ti ha fatto ti ha reso una persona diversa nel bene e nel male? Io penso che se non fossi stata così colpevolizzata per il mio sederone, e mortificata per i miei brutti voti in italiano non sarei la persona ematica che sono ora. Lo so che forse è molto zen pensarla così e di sicuro non la penso così nei momenti tristi, ma è un modo di vedere le cose che vale la pena provare ogni tanto.

      Grazie per i complimento =)

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  5. Più passano gli ani più capisco che la vera amicizia, quella tra donne almeno è molto molto rara..Come Lucia qui sopra ho avuto amiche che in realtà mi invidiavano (chissà per cosa poi) e fingevano di condividere le mie gioe aspettando solo i miei tonfi..
    Per cui W le Amiche..quelle vere!
    Un abbraccio e complimenti per il bellissimo post.

    Alice

    laparigidimariaantonietta.blogspot.com

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  6. Ciao Anna, da un po' di tempo seguo assiduamente il tuo blog: mi piace leggere i tuoi consigli sulle forme del corpo e, chissà, forse il fatto che entrambe siamo nate "a pera" mi permette di sentirti più vicina. Proprio in questo periodo sto vivendo con difficoltà il distacco da una persona che ritenevo "amica" ma che non si è rivelata tale in svariate occasioni: non mi cerca mai, si fa sentire solo quando ha bisogno di qualcosa e in più ha la sfacciataggine di dare la colpa a me di tutto, anche in presenza di altri. Ho provato a farle capire che ci sono cose del suo carattere che non mi vanno, che non riesco più a trovarmi bene con lei ma tutto ciò che ottengo è solo una breve pausa di silenzio dopo la quale riprende a farsi viva come se niente fosse con i soliti rimproveri e pretese. E' proprio vero, volere bene significa anche "lasciare andare" le persone, capire quando un percorso si è ormai definitivamente concluso, senza rimpiangere i momenti belli trascorsi insieme ma facendone tesoro. Purtroppo, per fare tutto questo, bisogna essere davvero capaci di mettersi in discussione e avere almeno la volontà di capire l'altro. In poche parole, ci vuole dignità e rispetto, per gli altri, ma prima di tutto per se stessi.

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    1. Cara Anonima,
      la tua storia è simile a quella di Lucia, alla mia e a quella di moltissime altre ragazze quindi alla risposta che ho dato al commento di Lucia aggiungo solo quello che mi è stato detto e mi ha aperto gli occhi con questo tipo di persone: tu ti sei lamentata con la tua amica del suo comportamento e lei ha risposto con mutismo e poi ha ripreso come sempre, perchè non è capace a fare diversamente. è come se tu le avessi detto "non mi parlare in italiano, mi fai del male quando mi parli in italiano, parlami in cinese" ma lei il cinese non lo sa e quindi è stata muta, e poi ha ripreso con l'italiano.
      Ci sono persone che fanno più fatica di altre ad essere delle vere amiche, sta a noi decidere se voler essere lo stesso loro amiche conoscendo i loro limiti e non aspettandoci di più, o lasciarle perdere, ma colpevolizzarle credo ormai che non porti a nulla... a parte a sfogarsi un po' ovviamente.

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    2. Grazie mille per la tua risposta, Anna, proprio in questi giorni mi chiedevo che cosa ne avresti pensato della mia storia e sono davvero felice di aver avuto un tuo parere. Io, a dire il vero, la mia decisione l'avrei anche presa, preferirei non saperne più niente perché il suo modo di fare mi ferisce continuamente ed è davvero umiliante venire riprese ed essere colpevolizzate, spesso anche in pubblico, quando le cose stanno in modo totalmente diverso(sì, perché oltretutto dà la"colpa"a me). Ho purtroppo già capito a mie spese che cercare di chiarire con lei non serve a niente, sto provando ad allontanarla ma è molto difficile proprio perché lei continua a far finta di non capire e io non sono molto brava in queste cose, preferirei poterle dire ciò che penso e quanto sono amareggiata. E' proprio questo il nocciolo, come fa a non comprendere che non abbiamo più niente da dirci? Che dovrebbe "lasciarmi andare" visto che non potrò mai più essere con lei la persona di un tempo? Grazie ancora Anna, per i tuoi preziosi consigli e per tutto. Ciao.

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    3. Diglielo, ma senza incazzarti, e poi smetti di risponderle al telefono o ai messaggi se non capisce. Rompere con un'amica è più difficile che con un fidanzato perchè può non capire e volere qualcosa di più grave che il semplice non star più bene insieme, ma hai tutto il diritto di farlo per stare bene.

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    4. Cercherò di farlo, questa situazione mi fa stare male, mi crea continua ansia e vorrei venirne fuori.
      Oltre ad avermi fornito nel tempo degli ottimi consigli su come vestirmi, mi stai aiutando a risolvere questo problema. Sei stata davvero molto disponibile, grazie di cuore.

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  7. anche noi abbiamo letto questo libro da adolescenti... difficilissimo trovare Amiche vere quelle con la A maiuscola... bellissimo post Anna, ti seguiamo sempre molto volentieri...
    Bacio

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  8. Questo post è bellissimo, io credo tanto nell'amicizia....
    .....anche io avevo un'amica, un'amica con cui dividevo tutto, gioie e dolori. Per anni ho mantenuto l'idea di lei che ho avuto dal primo momento che l'ho incontrata, quella cioè di una persona sensibile ed altruista. Poi qualcosa cambiò in lei, non eravamo più alla pari, ero come scesa di un gradino inferiore rispetto a lei. Realizzai tardi questo suo cambiamento, giustificandole ogni suo comportamento o parola "cattiva" nei miei confronti. Un giorno mi disse chiaro e tondo che non riteneva più importante la nostra amicizia, terrorizzata di perderla, la convinsi invece del contrario e ci riconciliammo per l'ultima volta.
    Nel 2008 affrontai un anno da incubo, la cercai per un po ma lei si faceva sempre negare per i suoi innumerevoli impegni; l'ultima volta la cercai cn la scusa di riavere dei miei appunti e lei si arrabbiò credendo ke pensassi solo agli appunti. Non l'ho più cercata.
    Al mio matrimonio, anno 2010, non l'ho invitata, mi ha mandato un bouquet scrivendomi che lei c'era...dopo 1 anno e mezzo di silenzio!
    Non le ho risposto, mi aveva fatto troppo male.
    L'altra settimana l'ho incontrata per caso, dopo 2 anni che non ci vedevamo, ci siamo salutate, ha chiesto di me: "Ma non lavori? Hai finito l'università? No?! Ah capisco hai lasciato perdere." No! Rispondo io, sto cercando di finire. Ecco non è cambiata, sono stata rimessa di nuovo al gradino più basso di lei.
    Per un attimo avevo rimpianto la sua amicizia, poi ho ri-capito ke non era proprio l'amica per me.
    Ad ora ho altre amiche ma non più avuto un rapporto simile a quello che avevo con lei...e questo bè si, mi manca molto.
    Angela

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    1. Credo che lei si senta su un gradino più basso e abbia bisogno di mortificare gli altri per non sentircisi, altrimenti a che pro fare illazioni del genere?
      Magari qualcosa è scattato in lei, si è sentita insicura e ha iniziato questo meccanismo di difesa. Non la giustifico anzi, ma sono i casi in cui lasciare andare è meglio. e si ha così il tempo e lo spazio per trovare persona migliori più adatte a noi!

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    2. No, Anna, si sentiva davvero superiore a me e me lo faceva capire in tutti i modi. Lei era quella autonoma e indipendente anche da un pto di vista economico, io "la mantenuta" dal mio ragazzo (ora marito). Mortificata, ho cercato di imitarla per anni, di essere come lei. Quando ho capito che il mio carattere era diverso dal suo e soprattutto quando non mi sono più vergognata del mio carattere ingenuo e timido allora è cominciata la mitosi.
      Io ho creduto di avere un'amica che mi volesse bene per come ero ed invece mi sn ritrovata un'amica che disprezzava il mio ego.
      Non sai quanto sono stata male, la sognavo addirittura chiedendole nel sogno Perché?!
      Non volevo proprio che andasse a finire così, per me è stato un fallimento. Cmq mi ha insegnato a stare alla larga da caratteri simili, si queste lezioni insegnano a riconoscere certe persone subito, all'istante =)
      Grazie Anna per questi post, leggendo le altre risposte, mi sn accorta di non essere stata l'unica ed è piacevole ritrovarsi qui a scambiarci esperienze....grazie a te, Anna ed al tuo modo genuino di comunicare.

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  9. ciao Anna,mi è capitato di leggere questo post e volevo sapere che ne pensi riguardo a questo modo di fare che faccio fatica a capire: ho 20 anni e nell'ultimo anno ho perso alcune amiche di vecchia data perchè loro una volta fidanzate sono letteralmente sparite dalla circolazione dedicandosi solo alla vita di coppia, ci sono rimasta parecchio male anche perchè stavo attraversando un periodo difficile. Alcuni mi dicono che isolarsi così è normale altri mi dicono di no, fatto sta che non so se vorrei continuare a essere loro amica se loro un domani dovessero ricercarmi, sembra stupido ma un pò me la sono presa. Scusa il papiro, un saluto!

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    1. Cara Cristina, succede anche se non dovrebbe e sta a te decidere come ti vuoi comportare. In generale è normale sparire per qualche mese, ma non del tutto e non a lungo, se poi loro sapevano che avevi bisogno di loro è ancora più grave. Io ti consiglio di farti nuove amiche ma di non escluderle se torneranno, magari facendo però presente che non ti è piaciuto il loro comportamento. Però ricorda che non si può cavar sangue da una rapa.

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  10. Una cosa che non ho mai capito nell'amicizia femminile è l'invidia. Spesso l'amicizia femminile è basata su questo. Chissà perché le donne non riescono (quasi) mai a fare gruppo, c'è sempre sotto qualcosa. A me capitò un'amica dei tempi dell'università che aveva un atteggiamento ambivalente nei miei confronti: mi amava e mi odiava nello stesso tempo. Dopo anni passati a cercare di capirla, l'ho mollata. Era una persona insicura che voleva farmi pagare il prezzo delle sue sofferenze. Ho però notato che in Italia le donne hanno spesso questo atteggiamento perché la bellezza è considerata eccessivamente importante a livello sociale. E chi non ce la fa o crede di non farcela, invece di ribellarsi a questa insulsa legge sociale, diventa invidioso.
    Ale

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