Quali pantaloni ti donano?

  • Dimensione carattere: Maggiore Minore
  • Visite: 195
  • Commenti
  • Stampa
195
Per lungo tempo vi ho "tediato" con post in onore delle gonne, esortandovi ad utilizzare di più la gonna, e analizzando i vari modelli di gonna per capire come abbinarli e quali ci donano.

Mi sono quindi resa tristemente conto che era d'obbligo fare la stessa cosa con i pantaloni, tristemente perché come sapete io non amo molto pantaloni e jeans, ma anche per questo motivo trovo necessario analizzare i modelli proprio per una fase: "Conosci il tuo nemico!"



La mia antipatia per i pantaloni è personale, non è mai stato amore tra noi due.

Fare shopping per pantaloni è un dramma per me! Devo armarmi di pazienza, tanta, rassegnarmi che raramente troverò qualcosa al primo giro e avere le idee ben chiare! Quali sono i problemi? Da dove comincio?
Per prima cosa il sedere. Non il sedere un po' abbondante, ma la semplice presenza di un sedere. Infatti il mio lato b è tondo e in fuori, per questo motivo i pantaloni tendenzialmente stanno giusti lì e larghi in vita, salvo alcuni modelli a vita alta. In secondo luogo le cosce, queste infatti, anche quando sono al limite inferiore del mio peso, non si assotigliano quindi molti modelli sono stretti lì facendo molte pences all'inguine e sono, di nuovo, larghi in vita. Per ultimo ma assolutamente non in ordine d'importanza, il polpaccio. Ho il polpaccio da terzino, forse perché ho fatto molto nuoto o solo per costituzione ma non pensavo sarebbe stato un problema nella ricerca dei pantaloni. Invece sì, eccome. Ogni modello a sigaretta invece che cadere dritto dal ginocchio in giù, si aggrappa al mio polpaccio, lo abbraccia con effetti a dir poco terrificanti.
Per un certo periodo ho trovato qualche modello fatto per me dalla benetton, a prezzi anche abbastanza modici. Tali modelli però avevano il difetto di cedere dopo 6 mesi, con un risultato abbastanza pessimo. Quando poi sono dimagrita mi sono resa conto che tutti pantaloni del mio armadio mi stavano larghi, ma non ho avuto il coraggio di andarne a cercare un altro paio indossando solamente gonne per almeno 3 mesi.
Poi ho preso il coraggio a due mani e sono andata dalla benetton abbastanza fiduciosa. Avevo visto un modello a vita alta e un po' a zampa e dato che lo svasato in fondo stava tornando di moda speravo di trovare con più facilità. E invece no, il negozio era pieno di pantaloni a sigaretta, da cavallerizza, un po' corti, stretti in fondo. Se dobbiamo subire la moda e le sue fluttuazioni almeno che possiamo sfruttarla quando ci favorisce. Ma i negozi sono lenti ad accogliere le novità e ancora di più lo è Genova.
La scena si ripete sempre uguale: "Salve, sto cercando un paio di pantaloni neri o blu, NON stretti in fondo!" La commessa spalanca gli occhi, o si guarda intorno con aria spaesata. Ultimamente aggiungo: "Sì vanno anche di moda, ma non si sa perché nei negozi non si trovino". Ho ben chiaro in testa cosa cerco: devono essere di un tessuto che sostenga, aderenti fino a poco sopra il ginocchio e sotto dritti o un po' svasati. Possibilmente con le tasche posteriori e con la vita un po' più su delle anche e poco sotto l'ombelico. Sì ho proprio ben chiaro cosa voglio ma questo non mi avvicina a trovarlo.
Questo dicembre, mio malgrado ho deciso di alzare il budjet e recarmi nei negozi dove di solito trova i pantaloni mia madre e per ammortizzare le spese l'ho portata con me di modo da farmeli regalare per Natale. D'altronde lei ha il fisico come il mio solo di una taglia in meno e con polpacci molto più sottili. Dopo lunghi giri per il centro siamo state estremamente fortunate, prima con un paio di pantaloni blu un po' svasati, modello jeans, molto morbidi da Max Mara, poi con un paio di costosi Les Copains neri, leggermente svasati solo in fondo che modellavano bene i fianchi. Il processo non è stato indolore sia per il portafoglio che per la salute, infatti la commessa che ci ha portato i Les Copains ci ha fatto aspettare a lungo in un negozio polveroso (dovevo tenere il fazzoletto davanti alla bocca per non morire, sono allergica), per poi portarci una 40 quando avevamo chiesto una 42, il modo migliore per scoraggiare un cliente.




Lo scarso amore tra me e i pantaloni in realtà proviene dall'infanzia, o più precisamente risale ai 12 anni quando il mio bacino si è allargato e gli unici pantaloni da bambina che mi stavano erano i fuseaux a coste rossi con la staffa... Immaginate una bambina con i fianchi larghi che indossa tali pantaloni, una camicia con colletto ricamato, un maglione blu e una giacca verde! Ecco insomma, i pantaloni non mi hanno voluto bene, ma io resisto, ho imparato ad aggirare i loro difetti e vincere la battaglia.



Spero quindi di poter presto pubblicare post sui pantaloni a confronto nello stesso modo in cui erano stati fatti quelli sulla gonna, di modo che possano essere utili sia a chi li ama che a chi li odia.
0
Taggati su: Pantaloni
blog comments powered by Disqus