mercoledì 30 novembre 2011

Swap Party

L'armadio, si sa, è sempre troppo pieno, il che è orribile nel momento in cui ti impedisce di fare nuovi acquisti magari più azzeccati.
C'è il cappotto stile corto maltese regalo della zia, la gonna verde acido che ti chiedi perché hai comprato, i pantaloni che ti stanno grandi (Deo Gratias), le camicette nere, i cappelli a righe, le borse di quando avevi 18 anni, le scarpe che fanno male. Per non parlare del cassetto dei trucchi, stipato di matite e ombretti verdi che ti fanno le occhiaie, smalti perlati con cui non ti vedi, rossetti a cui sei allergica.
Buttare via tutto questo è un peccato, allo stacca-panni sai che ne faranno degli stracci. Ed ecco che a Iaia viene l'idea, organizziamo uno Swap Party tra amiche.



Per uno Swap Pary come si deve si affitta una sala, ogni ragazza riceve un gettone per il capo che ha portato e con quel gettone può portarsi via un altro capo. In più paga una cifra intono a i 20 euro per partecipare.
Noi nel nostro piccolo l'abbiamo organizzata più casereccia. Abbiamo approfittato dello Studio Garage Isonzo dove il mio ragazzo e un amico hanno allestito uno studio fotografico. Ci siamo presentate un'ora prima per pulire, e organizzarci per servire il tè con i biscotti. Il mio ragazzo ha improvvisato uno stupendo separé dietro cui cambiarci al quale abbiamo affiancato lo specchio. Anche le regole sono state semplificate:
  • contributo di 3 euro a testa per ripagare i proprietari del garage
  • nessun limite di capi da portare o da prendere
  • ciò che non si riusciva a sbarazzare poteva essere riportato a casa dalla proprietaria o veniva dirottato agli stacca-panni.




Io sono riuscita ad accalappiarmi: un cappellino bianco di lana di h&m con le perline con ancora il cartellino, un cache coeur bianco che indosserò a yoga, una maglietta collo alto marrone, due magliette mezze maniche stampate un po' piccole, ma da indossare con gonne a vita alta, una gonna di lino rossa svasata e al ginocchio, uno smalto fucsia della kiko, una palette della pupa intonsa.

Nel complesso è stato un successo eravamo una decina, con qualche fidanzato che ci guardava perplesso dal divano mentre ci avventavamo sul grande tavolo coperto di vestiti e trucchi. La parte più divertente è stata verso la fine, quando ognuna cercava di rifilare la sua roba:"Guarda questa gonne, l'ho comprata in quel bel negozio, l'ho messa solo 3 volte perchè mi sta male, provala, vedrai che con il nuovo lavoro ne avrai bisogno!" "Nessuno vuole questa gonna a matita di jeans? E' della Gas, taglia 42, con un paio di decolletè sta benissimo!"

Dovremo assolutamente organizzarne un altro al prossimo cambio degli armadi.

lunedì 28 novembre 2011

BMI indice di massa corporea

Quando abbiamo difficoltà con il nostro corpo non c'è solo la bilancia che ci minaccia con i suoi numerini digitali. A metà del 1800 stata creato un indice che ci dice senza pietà se siamo grasse e di quanto. Tale indice era stato creato solo come ausilio statistico ma essendo molto facile da calcolare è diventato a torto uno spietato giudice di noi stesse.
L'indice di massa corporea, lo conoscerete in tante, si calcola dividendo il peso in chili per il quadrato dell'altezza in metri. Il mio quindi è 61.5/(1.65x1.65) = 22.5 .



Scoperto il proprio indice c'è una pratica tabella che ci dice se siamo sottopeso, normali, sovrappeso, obese o obese gravi. Ogni categoria è delimitata da un range. Vi posso assicurare che anche se ho solo oscillato dentro il range della normalità in certi momenti ero assolutamente sovrappeso.




Questa classificazione, fatta in anni di incertezza, solo come indice per valutare la gravità di tasso di obesità in certi paesi, viene spesso mal interpretata. Si crede, totalmente a torto, che il proprio preso ideale corrisponda al limite inferiore della normalità, 20. Se sono alto 1.65 per avere un indice uguale a 18.5 devo pesare 50.36 kg. Niente di più sbagliato, se io pesassi 50 chili credo che non riuscirei nemmeno ad alzarmi da letto.
Il problema più grosso dell'indice di massa corporea è che non tiene conto di peso e spessore delle ossa, ne del quantitativo d'acqua presente nel corpo. Questi due indici possono far variare di molti chili il peso di una persona. Ricordo due mie compagne d'infanzia, entrambe molto magre e alte uguali: la prima, pur avendo le ossa sporgenti, pesava 53 chili, la seconda, visivamente meno magra della prima, ne pesava 48. La seconda infatti aveva ossa molto sottili che incidevano meno sul peso del corpo. Adesso ci sono alcune bilance che calcolano massa grassa e massa d'acqua presente nel corpo, potete così tranquillizzarvi che il chilo in più che arriva prima del ciclo è quasi tutto di ritenzione idrica.


Come sapete a giugno mi sono rivolta ad una nutrizionista per perdere gli ultimi 3 chili e sbloccare il metabolismo. Dopo avermi pesato e prima di aver guardato i valori di massa grassa e acqua mi ha detto:"eh si, è quasi sovrappeso. Dovremmo arrivare a 56 kg." io sono scoppiata a ridere:"nemmeno quando mi ha mollato il mio ex sono arrivata a così poco, io vorrei arrivare a 60kg." così lei ha guardato la massa grassa e ha constatato che in effetti non era poi tanto alta.



Ricordate che nessuna tabella può dirvi il vostro peso ideale e se deciderete che esso è molto basso e molto lontano da quello attuale non sarete mai soddisfatte e difficilmente lo raggiungerete.

Per sapere il peso ideale del vostro corpo dovete per prima cosa imparare a conoscere il vostro corpo. Capire dove ingrassa e perché, che metabolismo avete, fare anche gli esami della tiroide se avete dei dubbi, chiedervi se avete le ossa sottili o no, e per ultima cosa imparare ad amarlo perché solo così vi ricambierà facendovi sentire belle.

venerdì 25 novembre 2011

Fashion weekend

Il weekend scorso è stato ricco di impegni e di bellissime occasioni per stimolare ulteriormente (come ce ne fosse bisogno) la mia passione per i vestiti.

Venerdì sera ho avuto l'occasione i vedere finalmente dal vivo, le bellissime creazioni di Chiara e Marta che potete trovale sul loro sito GillaCM e sul loro blog. Ci siamo viste per un'aperitivo a casa di una loro amica che ci ha accolto con un bicchiere di bellini e due bellissimi cani di cui una tenera e agitata cucciola nera.




Abbiamo potuto così ammirare varie creazioni, e tutti i tessuti tra cui scegliere. Mi sono perdutamente innamorata dell'accappatoio Poncho, che avevo conosciuto grazie al post di Iaia.


L'ho trovato geniale appena l'ho visto perchè è assolutamente pratico e fantastica,mnte bello. Come spiega anche Iaia, risolve il dilemma:"Mi porto l'accappatoio o un'asciugamano in vacanza?" L'accappatoio è di gran lunga più comodo ma se siete abituate a un bagaglio mini, ne occupa metà. Il Poncho di Gilla è un telo rettangolare con buc per la testa e cappuccio. Provate a indovinare così la cosa che mi ha conquistata: il fiocco che segna la vita. Molto belli, ma più indicati a Mele e Rettangoli, sono gli asciugamani che si legano intorno al corpo con il velcro.


Le ultime chicche non sono purtroppo per noi, hanno creato due splendidi mini accappatoi da bambino, non vi viene voglia di convincere la vicina di scrivania a restare incinta per regalarglielo?




Il giorno dopo tanto per coltivare la nostra istigazione allo shopping io e Iaia siamo andate alla presentazione della nuova collezione Red Valentino da LUX Giglio Bagnara, anche stavolta grazie ad Anna che è sempre informata. E' sempre strano girare per questo negozio, con vestiti che hanno un costo al quale non sono abituata, sarà anche per quello che non ho nemmeno guardato il prezzo della bella gonna rossa indossata dalla modella e nemmeno del cappottino con i fiocchi, che (per fortuna) non era avvitato e quindi mi sarebbe stato male in ogni caso.

Foto di Anna Pitto Followpix

Foto di Anna Pitto Followpix

Foto di Anna Pitto Followpix

Foto di Anna Pitto Followpix

Foto di Anna Pitto Followpix

Foto di Anna Pitto Followpix

Come sempre ringrazio Anna di Followpix che mi permette di pubblicare le sue foto. Magari presto mi comprerò una piccola compatta fucsia, e cercherò di farmi insegnare due trucchi per fare belle foto, ma è molto comodo essere circondata da amiche provette fotografe!

Foto di Anna Pitto Followpix

giovedì 24 novembre 2011

Gonna a balze vs gonna a pieghe

Eccoci ancora nel mondo delle gonne a me tanto caro. Questa volta voglio paragonare due gonne diverse che hanno entrambe sfruttato le sovrapposizioni di tessuto per movimentare la figura. La gonna a Balze e la gonna a Pieghe.




La gonna a Balze è così chiamata perché il tessuto sovrapposto a strati orizzontali.







La Gonna a Pieghe invece è formata da tanti ripiegamente di tessuto in direzione verticale.







La Gonna a Balze è sicuramente molte bella e scenografica, perfetta per attirare l'attenzione e aggiungere volume a un lato b poco pronunciato. Le balze possono essere di vari tessuti e tale scelta cambia l'ampiezza e la capacità di dare volume. In generale non è consigliata a chi ha un lato b importante, ma alcuni modelli in cui le balze al di sotto delle culotte de cheval e il tessuto è abbastanza adeso al corpo si prestano di più.






La prima Gonna a Pieghe che ci viene in mente è quella in stile collegiale. In realtà oltre a questa esistono molti modelli anche più da sera. In ogni caso tale gonna è perfetta su molti fisici, il fatto che si apra di più o di meno a seconda del fisico di chi la indossa la rende così versatile. Su un fianco piccolo e gambe asciutte si amplierà poco evitando l'effetto vela ma movimenterà comunque la figura. Su un fianco più tondo accompagnerà la figura senza stringere o evidenziare difetti.





Una sotto categoria della gonna a pieghe è la Gonna Plissé. Si aprono magicamente quanto le gonne a pieghe, ma hanno le pieghe più piccole e solitamente sono in (simil)tulle, e materiale leggero che si chide e apre con molta più facilità. Sono meno usate soprattutto perchè il tessuto con cui sono fatte le rende più eleganti, ma con abilità possono essere sfruttate anche di giorno.


mercoledì 23 novembre 2011

Coscia a Mela o Coscia a Pera-Clessidra

Dalle mail che mi scrivete a volte trovo che non c'è abbastanza chiarezza su come distinguere certe forme del corpo. Quella che è più difficile da distinguere è appunto la forma a Mela. Ed è per questo che vi ho chiesto quando potete di aggiungere una foto alla vostra descrizione perchè talvolta vediamo il nostro corpo con occhi soggettivi, tutto ci sembra più grande e un paio di cosce che un estranei definirebbe dritte ci sembrano tornite. Per distinguere tra una forma a Mela e una a Pera o Clessidra la forma della coscia è fondamentale. E' quella che ci dice, persino quando siamo magre a che categoria apparteniamo.

Made By Chichi


La donna a Pera e la donna a Clessidra hanno le stesse cosce. Non le vestiamo allo stesso modo per via delle proporzioni, ma la loro forma è uguale. La curva del fianco parte dal bacino già larghino e si allarga ulteriormente arrivango al suo apice poco sotto il lato b, e poi si restringe verso il ginocchio. Questa forma rimane anche se meno accentuata se si dimagrisce, ed è per quello che con variazioni di peso i vestiti consigliati non subiscono variazioni enormi. Questo e il fatto che le cosce siano un punto principale di accumulo per entrabe queste categorie le distingue da una donna a mela.

Made By Chichi


La donna a Mela ha invece una forma delle cosce molto diversa anche nei momenti in cui accumula tanto peso. La curva del fianco parte dal bacino già largo ma non si allarga, anzi, segue un po' dritta fino all'altezza del sedere e poi si ristringe molto andando verso il ginocchio. Sia che questa categoria di donne dimagrisca o ingrassi le sue cosce non subiscono grossi cambiamenti, certo magari a una donna a mela che è ingrassata le sue cosce sembreranno torniti, ma non lo sono come in una donna a clessidra che ha preso lo stesso numero di chili.

Made By Chichi

martedì 22 novembre 2011

Forme del corpo: in drawings

Come già sapete l'argomento che più mi sta a cuore è quello di vestirsi secondo la forma del proprio corpo. In quest'anno ho cercato di renderlo più chiaro possibile e ho approfondito alcune tematiche e tante ancora vorrei approfondirne, ma sembrava che mancasse sempre qualcosa, qualcosa a cui la mia mente pratica non riscuva ad arrivare. Quel qualcosa erano semplici disegni chiari che rappresentassero a pieno le forme del corpo, senza dubbi o possibilità di fraintendimenti. Peccato che io e la mia mano non siamo mai andate oltre il disegnino della casetta all'asilo, e senza una squadra io non so disegnare. Per questo motivo ringrazio cento, mille volte la mia amica Chichi, mia disegnatore di fiducia che ha passato le serate tra un'esame e l'altro a disegnare le mie donnine che le avevo commissionato dandole le misure con il righello. D'ora in avanti spero di poter inserire tanti disegni che Chichi mi ha fatto e che renderanno ancora più chiari certi aspetti.
Ed ecco a voi, di nuovo, le cinque forme del corpo a cui ispirarsi (non temete ci saranno anche le variazioni sul tema).

Made By Chichi
Perchè sono tanto importanti le forme del corpo? Perchè ci permettono di capire e conoscere noi stesse, ci aiutano a rapportarci a modello reali e più di tutto cercano di avvicinarci al concetto principale: noi andiamo bene come siamo non dobbiamo solo adattare i vestiti alla nostra forma non il contrario.
Ci aiutano a districarci tra i vari modelli di abiti che ci sono nei negozi per trovare quello che fa per noi. 

Sono ovviamente rappresentazioni schematiche e generali della forma di ciascuno e quindi è necessario adattarle un po' a noi stesse. Ma possono essere le linee guida che ci permettono di ragionare, e toglierci le pagine delle riviste che ci coprono gli occhi come fette di prosciutto. 
Ci vuole un po' per capire che  sbagliato desiderare di poter indossare un certo capo che non ci dona, ci sembra una limitazione doverlo scartare, in realtà siamo noi che limitiamo il nostro fisico imponendogli di modificarsi per indossare capi che non gli donerebbero nemmeno se avesse 2 taglie in meno.

Presto arriveranno anche i disegni delle variazioni sul tema e tanti altri.

Stivali per polpacci grossi o piccoli

Gli stivali sono uno dei capisaldi del guardaroba. Sono caldi, versatili, permettono di indossare più spesso vestiti e gonne, riparano dalla pioggia, posso rendere più sportivo un look elegante... insomma i loro meriti sono moltissimi, ma hanno un grosso grosso difetti. Non sono democratici. Forse non dipende tanto da loro, quanto da chi li produce, poco sensibile a ciò che non è standard.





Si fanno jeans per chi ha un lato b piccolo e poco sporgente, osi avere un lato B formoso, alla J.Lo. Fatti tuoi!
Si fanno reggiseni con coppe standard, per caso il tuo è più grosso o più piccolo? Noi ti convinciamo che il tuo seno è sbagliato a non stare nelle nostre coppe, e tentiamo di vendertelo comunque.
Si fanno stivali per polpacci standard, ne troppo piccoli, ma assolutamente non troppo grossi. Hai dei polpacci più grossi? Ti condanno a girare con le ballerine tutto l'inverno oppure cerco di venderti un modello che riesci a chiudere solo permettendo alla cerniera di morderti la pelle.

Per chi non ha un polpaccio standard, e sono molto, il dramma dell'acquisto di un paio di stivali è grosso. Ovviamente nel caso che il polpaccio sia più sottile della media ci sono più soluzioni, in fondo la moda preferisce sempre chi è troppo poco di chi è troppa. Ma avendo convissuto per anni con questo problema ho diverse soluzioni anche per il secondo caso.



Polpacci troppo piccoli per il modello standard. Chi non trova stivali che non ballonzolino intorno al polpaccio può usufruire delle seguenti soluzioni:

  • infilare i jeans o i pantaloni dentro gli stivali. Questo impedirà allo stivali e di muoversi e farà più volume.

  • comprare stivali elasticizzati di tessuto. Stanno molto bene su un polpaccio sottile e in certi negozi si trovano ancora anche se non sono di moda da molto tempo

  • comprare stivali con la zip e cercare i modelli più aderenti. Come dicevo è più facile trovare stivali per polpacci sottili che per polpacci larghi.


  • se si intende comprare il modelli scamosciato che cade morbido sul polpaccio scegliere quelli con la zip che all'interno sono rivestiti e l'effetto "cadente" è solamente nell'esterno. Non so se vi è mai capitato di vederli.


Polpacci troppo grossi per il modello standard. Chi ha rinunciato per molto tempo agli stivali, o si è fatto torturare i polpacci da cerniere affamate ha le seguenti soluzioni:
  • farsi fare un paio di stivali su misura. Costa un po', ma non più di un paio di stivali di marca e se si sceglie un modello classico li si può portare per anni e anni.

  • comprarli di tessuto elastico. E' la stessa soluzione per il polpaccio sottile, ma la consiglio meno in questo caso perchè fasciando il polpaccio lo si enfatizza. Però è tra tutte la più rapida.

  • cercare quello che anche se sono di pelle hanno una banda elastica dietro o di lato. Sono difficili da trovare (io li ho trovati a New York) però ora ce n'è sempre di più e di sicuro sono quelli che rendono meglio. Ora c'è una marca che li fa anche da pioggia con la banda elastica solo alta (se no entra l'acqua) posteriore.





  • concentrarsi più sui modelli senza cerniera che si tirano su a mano, magari di una misura in più della propria e mettendoci una soletta. Soprattutto se sono scamosciati e quindi più morbidi ci sono molte possibilità di trovarli e sono in generale fatto un po' più larghi dei modelli con la cerniera.


  • se proprio non si trova un modello che arrivi fin sotto il ginocchio sceglierne uno senza cerniera che resti morbido e arrivi solo a metà polpaccio. In questo caso però molto meglio se ha il tacco, altrimenti il polpaccio viene ulteriormente penalizzato.


Diffidate, sia che il vostro polpaccio sia troppo piccolo o troppo grande:
  • dei modelli con i lacci, in ogni caso non si stringeranno abbastanza o faranno l'effetto salamino. 

  • dei modelli con la zip solo tra dalla caviglia a mezzo polpaccio, non si apre abbastanza per un polpaccio grande ed è troppo largo per un polpaccio piccolo.


Farli allargare non è una buona soluzione perché sarà comunque una tortura indossarli (soprattutto se hanno la cerniera) e se quando li mettete non li lascerete in forma si restringeranno sicuramente. Se proprio volete farli allargare compratevi un Boot Trees che serve per lasciarli in forma quando non li mettete o allargarli ancora un po' a casa. 




Io e il mio polpaccio da calciatore abbiamo provato tutte queste soluzioni e di sicuro la terza e la quarta sono le migliori, ma per arrivare a trovare modelli che calzassero sono passata attraverso tutto il calvario finchè non sono arrivata a New York dove di polpacci grossi se ne intendono e hanno una notevole varietà di misure. 
Posso anche dirvi che l'unica cosa che mi abbia mai fatto sgonfiare il polpaccio sono stati i massaggi anti cellulite, ma solo perché eseguiti da una massaggiatrice in gamba, esperta e energica. Solo che sono così costosi che ora mi tengo i miei polpacci enormi, visto che il mio parco stivali è già completo.


Posso consigliare a entrambe le categorie il sito DuoBoot che ha una sezione Calf Fit Ladies Boot, nella quale è possibile selezionare la misura della pianta e anche quella del polpaccio. Io non l'ho provato, anche perchè sono cari come l'oro e per fortuna al momento non ne ho necessità, ma Lilli di Frocks & Frou Frou ne ha una nutrita collezione, e se lei se li fa arrivare da Londra all'Australia direi che possiamo fidarci.

http://frocksandfroufrou.com/2011/05/bootiful/