lunedì 30 maggio 2011

Penultimo shopping: Abitificio Recco

Mia madre mi conosce bene, sa che per convincermi ad uscire con lei un uggioso sabato battina e fare una gita in riviera c'è un unico modo: Shopping.


Così un sabato di aprile mentre io mi aggiravo per casa con occhio spento e braccia ciondoloni mi ha detto: "Potremmo andare a pranzo a Recco a mangiare la focaccia al formaggio (a cui sono semi intollerante)", l'ho guardata alzando un sopracciglio "Prima potremmo fare un salto all'abitificio di recco..." Ho rizzato la schiena e il mio cervello è partito con le seguienti associazione: "Shopping? Shopping in un posto dove non sono mai stata? Shopping scontato? Shopping con mamma che paga?" Dopo mezz'ora eravamo in macchina.

L'Abitificio si trova in via Via Filippo da Recco 21, per chi è pratico, la prima curva dopo recco sulla strada per Ruta. Non ha sito, ne ho trovato immagini quindi non ho potuto linkarvelo. L'ambiente è molto bello e fine, i prezzi non sono propriamente bassi e i capi sono molto per signora e per cerimonia, e molto senza la vita segnata. Però dopo aver curiosato ho scoperto una stanza semi nascosta con tutto super scontato e ho trovato il vestito di cui mi sono innamorata, scontato al 70%. Era rimasta solo la 42 e dubitavo di poter far entrare il mio sederotto lì visto che il modello era avvitato ma non molto svasato. E invece l'abito mi stava fantasticamente. Ed è costato 32 euro, pura seta!




Oltre a quello ho preso una camicetta un po' strana, senza maniche con fiocco e balze, molto utile per l'ufficio, e un abito bianco molto svasato. Ho una fissazione per gli abiti bianchi, ancora meglio se senza spalline, questo è un po' lungo forse ma lì per lì non me ne sono accorta perchè hanno un fantastico enorme specchio ruotato un po' verso l'alto che fa apparire altissime e più magre. Lo voglio anche io così a casa!







sabato 28 maggio 2011

Voto alle donne con Virginia Woolf

"L'ho osservato, è una cosa che non finisce mai di stupirmi. Il rispetto che le donne, anche le donne istruite e di grandissime capacità, hanno per gli uomini. Credo che noi abbiamo su di voi lo stesso genere di potere che gli uomini abbiano sui cavalli. Ci vedono tre volte più grossi di quello che siamo, altrimenti non ci ubbidirebbero mai. Proprio per questa ragione, ho una certa tendenza a dubitare che farete mai qualcosa, anche quando avrete il voto. Vi ci vorranno almeno 6 generazioni per farvi una pelle abbastanza dura da andare nei tribunali e negli uffici commerciali. Consideri che tiranno è l'uomo comune, il comune avvocato, gran lavoratore, piuttosto ambizioso, o uomo d'affari, con una famiglia da mantenere e una posizione da difendere. E poi, si capisce, le figlie devono cedere il passo ai figli; i figli devono venire istruiti; devono imporsi e fare a spintoni per le proprie mogli e le proprie famiglie e così ricomincia tutto da capo. E nel frattempo ci sono le donne nello sfondo... Crede lei veramente che il voto vi servirà a qualcosa?"


Virginia Woolf nel La Crociera mette in bocca a un giovane ragazzo aspirante scrittore queste parole, mentre parla con la protagonista. Leggendo senza attenzione il libro sembra che la crociera, il sud america, siano tutte scuse per far innamorare e formare le coppie. Invece sono le coppie e l'amore le scuse per parlare d'altro. Della società inglese, delle donne, dipingere quadri di vita e di persone che si pongono delle domande. Quanto è profondo reale e semplice questo dipinto della condizione femminile, e del tentativo della sua emancipazione. Ma Virginia Woolf se ne è sempre interessata, mi ricordo come sono rimasta innamorata di lei leggendo Una stanza tutta per se al liceo, consigliata dalla prof di inglese che aveva fatto nascere in me la passione per la letteratura.
Eccoci qui, terza generazione di donne votanti, ci vorranno davvero sei generazioni per cambiare la mentalità, anche la nostra mentalità? Certo ci sono ambienti in cui i passi avanti si sono fatti più rapidamente, io ne ho scelto uno dove non è così, e ogni tanto mi chiedo quante volte ancora dovrò sbattere contro il muro di gomma del pregiudizio. Ma il preguidizio è sempre lì:
  • "Ma come ha parcheggiato quello, doveva essere una donna" io ieri sera ho infilato la mia macchina in un parcheggio in salita mezzo su marciapiede e con 10 cm davanti e 5 dietro.
  • "Un uomo non si compra le mutande, passa da farsele comprare dalla mamma alla moglie." E se tua moglie si rompe un piede e tu le restringi perchè ti tocca fare la lavatrice vai al lavoro senza con il serpent(ino) libero?
  • E la più bella: "Stai con uno più piccolo? Ma come puoi? C'è troppa differenza d'età, sarebbe diverso se tu fossi la più giovane" Che scemenze, ho capito che gli uomini non maturano con l'età, ma con le esperienze di vita, e molto 30 enni sono ancora a casa con mamma che gli compra le mutande, che esperienze hanno fatto?
C'è chi ha fatto il primo passo per noi e noi dobbiamo continuare a combattere per più garanzie, tutti i giorni nel nostro piccolo. Io lo faccio andando al lavoro e spingendo per avere meno incarichi "da donna", voi come lo fate??





venerdì 27 maggio 2011

Ultimo shopping: Gift Card H&M

Più di un mese fa (si lo so ci ho messo molto a scrivere il post!) ho vinto il contest H&M sul blog di Sere no Sekai, q uindi una Gift Card da 50 euro da spendere da H&M. Vi avevo promesso che non appena l'avessi ricevuta e utilizza, vi avrei fatto vedere il frutto sei miei acquisti... ... ... ok, non ho mantenuto la promessa. Ho ricevuto la girf card all'inizio di maggio e fatto shopping la prima pausa pranzo libera, ma non avevo ancora avuto il tempo di fare le foto fino ad oggi, Motivo? Ho utilizzato subito e spesso i miei acquisti e non li avevo a disposizione per fotografarli, io sono così, appena compro qualcosa devo indossarla!



Il primo acquisto, arraffato dallo scaffale appena ho intravisto la parvenza di pois, è questo. Una leggerissima e svolazzante camiciola, che è perfetta su pantaloni neri e collana si Chanel (finta!). Dalla proma foto sembra che io, donna a pera (pazza), abbia deciso di ignorare le mie regole e mi sia comprata un capo non avvitato. In realtà la camicetta possiede un nastro che si allaccia in vita e così rimane affiancata e un po' svolazzante sotto. Lo so che l'immagine non rende, un giorno mi comprerò un manichino...ma forse prima dovrei comprarmi una casa!
Il dettaglio del bottone di finta madreperla allacciato dietro il collo mi piace tanto, fa molto vintage e camicie della nonna.




Il mio secondo acquisto è stata questa giacca blu, molto affiancata, molto corta e che ho provato mille volte prima di decidermi. L'ho trovata subito iresistibile per via delle maiche lunghe risvoltate con l'interno a righe celesti. Per questo l'ho provata beige, nera, celeste ma poi l'ho scelta blu. L'altra cosa fantastica è che essendo così corta e affiancata mi cadeva perfettamente e mi faceva più magra sottolineando la vita stretta. Uno di quei capi che quando li si indossa ci si sente da Dio. In più è dello stesso punto di blu dei miei pantaloni della Benetton.




Grazie ancora a Serena e a Italian Fashion Blogger per questo regalo!!

giovedì 26 maggio 2011

Copertina di Elle al naturale

Questo mese per la prima volta ho comprato Elle. Sono piuttosto abitudinaria con le riviste e cerco di comprarne poche, ma mi era stata segnalata da un'amica per via della copertina. Se l'avessi notata in edicola infatti l'avrei comprato.


La copertina di maggio di Elle raffigura Vittoria Puccini senza veli. Ovviamente, per veli, non intendo i vestiti ma trucco, bisturi e photoshop. E così Vittoria Puccini ha avuto il coraggio di posare senza aiuti e presentarsi a tutte le lettrici così com'è, vera, e comunque bellissima. Ancora più bella perché ci ricorda noi stesse, mi è sembrato di vedere il mio viso la mattina davanti allo specchio, magari con un po' meno occhiaie e gli occhi più luminosi, ma comunque un viso reale, che mi ha fatto sentire più bella e più normale. Oltre a lei anche altre donne hanno deciso di posare per il servizio, donne ancor più coraggiose perché meno giovani e che, in un mondo di 40enni tirate, hanno deciso di mostrare le loro rughe spiegando perché hanno deciso di non eliminarle. Inutile dire che quando poi apprendo glamour ho trovato un primo piano della stessa Vittoria truccata "al naturale" ho riso molto nel notare che di naturale le avevamo lasciato solo il colore dei capelli. Il neo che ha sul mento, sparito, il rossore sulle guancid inesistente, lo sguardo, spalancato come in un cartone animato, gli occhi verdi ancora più chiari e senza striature.


Lucrezia Lante della Rovere


Valeria Golino


Apprezzo ancora di più la lettera della redattrice di Elle che confessava tutti i ritocchi al pc che si fanno soprattutto sulla copertina, e spiegava come ha deciso di cogliere questa sfida.
Perchè sotto sotto sappiamo che quando guardiamo una foto di una ragazza su una rivista è totalmente ritoccata, ma vogliamo comunque essere perfette quanto lei. Peccato che quella perfezione sia irreale, e non esista!



Anna Orso

martedì 24 maggio 2011

Ho superato la prova costume

Ho capito che la prova costume non è da fare di fronte allo specchio, non è da fare paragonandosi al catalogo di calzedonia (sono photoshopateeee), ne alle più carine della spiaggia.


È semplicemente sentirsi bene con il proprio corpo e accettare che non può essere perfetto. Si lo so che è la cosa più difficile che si sopra chiedere a noi stessi. Un conto è sentirsi fantastiche indossando il nostro vestito preferito, un conto è avendo il corpo coperto di solo pochi centimetri di tessuto, pallido e sotto gli occhi della spiaggia.






Eppure ieri io sono andata al mare e mi sono seduta sul bagnasciuga senza preoccuparmi di stare semi stesa per nascondere la pancia. C'è, non è nemmeno tanto grossa, e il suo soprannome è Jane (come la Austen) e le voglio bene. Non mi sono nemmeno preoccupata troppo dei miei fianchi e di come stare seduta per mostrare meno cellulite possibile.




Forse perché l'anno scorso dopo mesi sul tapisroulant ero sufficientemente fiera del mio fisico e quest'anno anche se non è più così ho mantenuto quella sicurezza. Forse perché ero con persone che non danno troppa importanza a queste cose e non hanno gli occhi giudicatori. Forse perché ero felice di fare il primo bagno a maggio, che alcune ansie si fossero calmate e di essere nella mia spiaggia preferita. Camogli.


lunedì 23 maggio 2011

Cosa non indossare mai a un matrimonio

Maggio, Giugno, Luglio, mesi dei matrimoni. Nella buca delle lettere iniziano ad arrivare inviti e la domanda principale è: cosa mi metto? Scegliere cosa mettersi, soprattutto se si è molto giovani, o si ha un look sportivo o ancora non si indossano mai gonne o vestiti non è semplice.


Scegliere cosa NON mettersi invece dovrebbe esserlo:
  • non indossare un vestito bianco, dovrebbe essere banale e sottinteso, il bianco va lasciato alla sposa, non rubatele la scena con un abito bianco e non tirate fuori la scusa che c'era qualche fiorellino nero sull'orlo. Nessun abito che sia principalmente bianco è adatto. Si può perdonare un tailleur pantalone bianco, se ravvivato da una camicetta colorata e se indossato da qualcuno che come età non può far concorrenza alla sposa. Non ditemi ora che Pippa aveva il vestito bianco come la sposa, quando vostra sorella sposerà un principe farete tutto ciò che desidera, anche vestirvi di bianco.

  • non indossate un abito nero. Non è un funerale ne un party aziendale, quindi se proprio l'unico vestito che vi sta è il tubino nero, mettete una giacca colorata e accessori altrettanto colorati. Il blu comunque è un ottima alternativa al nero.


  • non indossare niente di trasparente, ancora una volta dovrebbe essere scontato, ma non lo è. Si può perdonare una camicetta trasparente con sotto un top, se il matrimonio non è in chiesa, ma non dovete mostrare la mercanzia come in discoteca. Anche se andate solo per trovare un fidanzato ci vuole classe non volgarità.



  • non indossate niente più corto di metà coscia. Al ginocchio se è in chiesa, i vestitini mini vanno lasciati a casa.



  • non indossate i leggings. Strano anche solo pensarci eppure c'è chi lo fa, magari appunto perchè il vestito è troppo corto. Ripeto non state andando in discoteca.


  • Se il matrimonio è in chiesa non indossate capi scollati o smanicati. Forse qualcuno non lo sa ma in chiesa non si dovrebbe andare senza maniche, per questo motivo munitevi di una stola o un cardigan per poi togliervelo al ricevimento, tanto le chiese solitamente sono fresche, e se è il 29 di luglio, soffrite.



  • Non portatevi la maxi borsa, (a meno di non avere un bimbo piccolo da nutrire). Non vi serviranno tutte le cose che vi portare al lavoro, ma solo cellulare, fazzoletti e occhiali da sole, perciò una borsa medio piccola va più che bene.






Cercate di essere fini, sobrie ed eleganti, piuttosto esagerate con le scarpe o la collana se il vestito vi sembra troppo anonimo. Ricordate che la sposa deve essere contenta di vedervi e che siete lì per lei, non odiarvi perchè il prete si è lamentato che eravate troppo scollata o con lo stacco coscia in mostra. Tutto questo ancora di più se siete le testimoni e quindi state sull'altare vicino a lei e sotto gli occhi di tutti.